Wednesday, November 22, 2006

Militante manifestazione promossa dal Forum Palestina

 

 

A ROMA SFILANO IN 20MILA PER LA PALESTINA LIBERA
La destra e la “sinistra” del regime attaccano il rogo dei manichini dei soldati degli eserciti imperialisti americano, israeliano e italiano. L’indagine della Digos e della magistratura sul presunto “reato di istigazione a delinquere” è assolutamente infondata. L’iniziativa del rogo è coerente con l’art. 11 della Costituzione. A Milano le forze governative manifestano per Israele
La delegazione del PMLI diretta da Ganeri in prima linea a fianco della Resistenza palestinese

Sabato 18 novembre si è svolta a Roma un’importante e militante manifestazione, cui hanno preso parte oltre 20 mila persone provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, in sostegno alla lotta del popolo palestinese contro l’occupazione e l’oppressione degli imperialisti sionisti israeliani e i loro complici Usa ed europei. La manifestazione è stata promossa dal Forum Palestina, nell’ambito della settimana di mobilitazione in 22 paesi contro il muro dell’apartheid che Israele sta costruendo nei territori occupati. Alla manifestazione hanno aderito diverse associazioni, partiti, tra cui il PdCI e il PCL, organizzazioni sindacali non confederali, centri sociali, singoli circoli Arci e sezioni del PRC e dei Giovani comunisti, ecc.
Anche il PMLI e “Il Bolscevico” hanno aderito alla manifestazione, ritenendone sostanzialmente condivisibile la piattaforma politica centrata sulle richieste di revoca dell’accordo di cooperazione militare Italia-Israele e di ogni accordo economico delle Regioni italiane con l’entità sionista, revoca del vergognoso embargo della Ue ai danni del popolo palestinese, contro il muro dell’apartheid, per l’autodeterminazione del popolo palestinese e per immediate sanzioni e boicottaggio contro l’occupazione sionista. Una delegazione del PMLI, guidata dal compagno Giordano Ganeri, ha partecipato in prima linea alla manifestazione a fianco della Resistenza palestinese.
Contemporaneamente alla ma-nifestazione di Roma, e in palese concorrenza e disturbo di essa, si è tenuta a Milano un’altra manifestazione, “Per la pace e la giustizia in Medio Oriente”, organizzata dai partiti governativi, DS, Margherita e PRC in testa, con il supporto attivo di organizzazioni “pacifiste” di area cattolica recentemente convertite all’interventismo, come la Tavola della pace, Beati i costruttori di pace, Pax Christi, ecc., i sindacati Cgil e Cisl, Legambiente, Arci, Articolo 21, e molte altre sigle egemonizzate dalla “sinistra” di regime. Una manifestazione a cui hanno partecipato 50 mila persone, secondo gli organizzatori, purtroppo ingannate con la parola d’ordine ambigua e fuorviante dei “due popoli due Stati” (a cui il rinnegato Fassino, sponsor insieme al liberista-clericale Rutelli della manifestazione, ha aggiunto il marchio imperialista delle “due democrazie”), che mette sullo stesso piano i palestinesi aggrediti e occupati con i nazisti-sionisti occupanti, allo scopo di coprire nella pratica i crimini e le infamie di questi ultimi e legittimare la schiavitù del popolo palestinese.
Ovviamente, il PMLI non ha partecipato alla manifestazione governativa di Milano. Tuttavia, al concentramento alcuni compagni milanesi hanno diffuso un volantino del Partito in cui tra l’altro si chiede l’espulsione di Israele dall’Onu.
È quasi superfluo dire che tutto il consenso e l’appoggio della destra e della “sinistra” e dei mezzi di informazione del regime neofascista, sono andati alla manifestazione di Milano, mentre a quella di Roma è andato viceversa tutto il loro livore e disprezzo, prima durante e dopo la manifestazione stessa, trattata alla stregua di un raduno di facinorosi estremisti, se non anche di simpatizzanti del “terrorismo”. Si è arrivati, su pressione della potente lobby sionista italiana, perfino alla revoca da parte di Trenitalia dei biglietti a prezzo scontato per le comitive di manifestanti dirette a Roma, nonché alla negazione del visto di ingresso, proveniente direttamente dalla Farnesina, cioè da D’Alema, imposto alla rappresentante palestinese Leila Khaled che doveva partecipare al comizio conclusivo della manifestazione.

UNA RISPOSTA ANTIMPERIALISTA

Ma i sinceri antimperialisti e amanti della pace italiani e non, nonostante l’infame opera di boicottaggio mediatico e organizzativo nei confronti della manifestazione romana, hanno dato a questi mentitori la risposta che meritavano, infliggendo un colpo durissimo agli imperialisti e a chi regge loro il sacco, in primis gli imbroglioni della “sinistra” borghese oggi al governo.
Presenti, oltre ai suddetti gruppi politici e sindacali, associazioni, gruppi religiosi, comunità di rifugiati, mass-media indipendenti e tanti semplici cittadini, tra cui molti elettori e militanti sdegnati dei partiti del “centro-sinistra”, soprattutto di Rifondazione; ma anche studenti, pensionati, lavoratori, tanti precari, i centri sociali, il sindacalismo di base, ecc. Peraltro nel corteo si respirava un’aria fortemente antigovernativa e contro la Finanziaria e la politica economica e sociale del governo Prodi.
Il colorato, multietnico, combattivo e pacifico corteo ha sfilato da Piazza della Repubblica fino a Piazza Venezia, passando per Via Cavour e Via dei Fori Imperiali. Un camion adibito a palco ha visto parlare alcuni degli organizzatori della manifestazione, che hanno simbolicamente bruciato contro ogni forma di razzismo e imperialismo la bandiera con la croce uncinata nazista.
Forti e infuocati, appropriati e apprezzatissimi sono stati gli interventi dal palco, nella denuncia delle nefandezze della occupazione israeliana, della complicità dell’imperialismo occidentale e perfino di singole aziende capitalistiche, come ad esempio la Telecom, verso il regime nazista-sionista israeliano.
Sferzanti anche le denunce contro la politica filoisraeliana del governo italiano e dei partiti che lo sostengono: tra questi c’è anche il PdCI di Diliberto, che pure si è presentato in piazza (e anche a Milano, tanto per tenere il piede in tutte le staffe) con mille distinguo e dichiarazioni opportunistiche, come quella che la sua partecipazione alla manifestazione di Roma non era ostile a Israele. Inevitabili perciò i fischi e le proteste verso questo partito falso comunista. Stessa posizione opportunista, quella tenuta dalla corrente del PRC “Essere comunisti”, presente sia a Roma che alla contro manifestazione di Milano: come dire con la Palestina e con il governo Prodi che regge il sacco ai nazisti-sionisti di Israele.
Il nostro Partito era rappresentato da una delegazione formata da compagni organizzati dalla Cellula “Rivoluzione d’Ottobre” di Roma e da alcuni simpatizzanti del PMLI provenienti da altre parti del Lazio e d’Italia. Splendida l’accoglienza dei manifestanti nei confronti del Partito, successo del banchino di propaganda tenuto durante il concentramento, vendute decine e decine di copie de “Il Bolscevico”, distribuiti centinaia di volantini. I compagni sono stati intervistati da giornalisti della trasmissione di Raiuno “La vita in diretta”, anche se poi le interviste non sono andate in onda e la delegazione, con le bandiere e i cartelli del Partito, è stata vista su Raitre, Rainews24 e Sky.
Centinaia le foto e i commenti positivi al cartello esibito dai compagni nel corteo recante la posizione del PMLI sulla Palestina: “Con il popolo palestinese fino alla vittoria sull’oppressore imperialista sionista”.
Il Partito è stato citato da alcuni quotidiani nazionali del 19, tra i quali “la Repubblica”. Ai membri della delegazione del PMLI alla manifestazione di Roma la Commissione per il lavoro di organizzazione del CC del PMLI ha inviato un messaggio di ringraziamento a nome di tutto il Partito, con alla testa il compagno Giovanni Scuderi, “per la bellissima e importante missione che avete compiuto sabato a Roma per la causa della Palestina libera”.

ATTACCO CONCENTRICO DELLA DESTRA E DELLA “SINISTRA” DI REGIME

Vergognoso, anche se prevedibile, l’attacco sferrato alla manifestazione di Roma da parte di tutti i partiti e dai mass-media del regime neofascista. Tutti indistintamente, e con le stesse parole e argomenti, si sono dichiarati “inorriditi” per il falò dei tre manichini raffiguranti altrettanti soldati degli imperialismi americano, israeliano e italiano. Dichiarazioni indignate sono piovute immediatamente dal rinnegato Napolitano, che ha detto di condividere “lo sdegno per gli insulti ignobili” già espresso dal cacasotto Bertinotti, e ha ribadito che i “caduti di Nassiriya” sono un “esempio di mirabile dedizione al senso del dovere e all’amor patrio”. Questo rinnegato, che mai ha aperto bocca sui quotidiani roghi veri di palestinesi da parte delle bombe al fosforo e dei missili nazi-sionisti e sulle stragi di donne e bambini a Gaza e nei territori occupati, si indigna però per il rogo di simboli militaristi e imperialisti! Analoghe dichiarazioni indignate, incredibilmente uguali tra loro, sono state fatte da tutti i leader dei partiti parlamentari, della destra e della “sinistra” borghese, da Fassino a Berlusconi, da Fini a D’Alema, da Veltroni a Casini, e chi più ne ha più ne metta. Il trotzkista Ingrao si è voluto associare alla canea militarista e filosionista nella condanna del rogo simbolico, per non parlare dell’imbroglione revisionista Diliberto, che è arrivato addirittura a profferire minacce di ricorrere alla violenza fisica nelle prossime manifestazioni per “isolare” gli “imbecilli” che osassero ripetere simili atti dimostrativi. Inoltre il ministro Di Pietro ha invocato persino leggi liberticide e forcaiole che vietino questo tipo di cortei e impediscano ai manifestanti di parteciparvi, esattamente come agiva Mussolini nei confronti degli antifascisti durante il ventennio.
Anche la procura di Roma si è mossa, sguinzagliando la Digos per acquisire foto e filmati atti a incriminare gli autori del rogo e degli slogan su Nassiriya per il reato di “istigazione a delinquere”. Un atto assolutamente infondato e senza precedenti, che se passasse costituirebbe una gravissima violazione della libertà di espressione garantita dalla Costituzione, un atto degno del regime fascista mussoliniano. Le associazioni in difesa della Costituzione, tipo Articolo 21, Libertà e Giustizia, i Girotondi, non hanno nulla da dire?
Bruciare simboli fascisti e militaristi e lanciare slogan in una manifestazione antimperialista, per protestare contro la partecipazione dell’Italia ad occupazioni militari di altri paesi come in Iraq e Afghanistan e in combutta con gli aggressori americani e sionisti, è perfettamente legittimo e in linea con l’art. 11 della Costituzione. Da sempre nelle manifestazioni antimperialiste, come quelle degli anni ‘60 e ‘70 per il Vietnam, si è esercitato questo diritto. In tutti i paesi in cui si protesta in piazza contro gli aggressori Usa e sionisti si bruciano bandiere e fantocci raffiguranti Bush, Blair, Olmert e gli altri boia imperialisti. Perché la “sinistra” borghese, pienamente d’accordo in questo con la destra neofascista, non vuole che questo accada più in Italia? Il fatto è che ha ormai cambiato pelle, e regge il sacco all’imperialismo e al sionismo, e come i partiti socialtraditori alla vigilia della prima guerra mondiale imperialista denunciati da Lenin, vuole che tutto il popolo segua senza discutere la sua politica nazionalista, militarista e interventista, in tutto e per tutto simile e in continuità a quella ereditata dal governo neofascista e guerrafondaio di Berlusconi.

(Articolo de “Il Bolscevico”, organo del PMLI, n. 43/2006)

Posted by in 18:41:30
Comments

One Response

  1. “Noi abbiamo ucciso Gesù
    Noi uccideremo Voi”

    Così cantavano un centinaio di coloni israeliani a Hebron,
    (Palestina occupata)
    prima di passare dalle parole ai fatti.

    Alcuni internazionali dell’ISM,
    in una classica azione che svolgevo pure io ogni mattina,
    stavano accompagnando dei bambini palestinesi di ritorno da scuola
    attraverso il check point di Tel Rumeida,
    quando sono stati attaccati dai coloni.

    Tove Johansson, operatrice di diritti umani svedese,
    è stata colpita da una bottiglia al volto,
    e ha rimediato una frattura allo zigomo e danni a un occhio.

    Intorno allo stesso checkpoint,
    altri 5 bambini sono rimasti feriti dagli estremisti israeliani,
    compreso un bimbo di 3 anni.

    Inutile dire che la polizia e i soldati israeliani non hanno mosso un dito per fermare i coloni.

    Coloni israeliani che sono quanto di meno umano mi è capitato di incrociare in vita.
    Fortunamente non direttamente.

    Ma durante la mia permanenza palestinese un nostro coodinatore ISM,
    è stato arrestato per una protesta non violenta contro il muro dell’apartheid,
    e processato a Gerusalemme.

    Ebbene fuori dal tribunale manifestavano proprio i coloni,
    i padri coi figli piccoli sulle spalle,
    a cui facevano cantare a squarciagola:

    “morte a mohammed! morte a mohammed!”

    no comment…

    Non è mai stato arrestato alcun colone per l’omicidio di un palestinese,
    mai,
    sebbene le cronache sono piene di questi eventi criminosi,
    così come dello sport preferito di questi pazzi estremisti.

    Vale a dire il tiro a segno coi fucili di precisione sui contadini arabi
    mentre lavorano i campi confinanti alle colonie.

    A qualcuno per caso ricorda una famosa scena di un film di Spielberg???

    Vik alias guerrillaradio

    http://guerrillaradio.iobloggo.com/

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