Thursday, March 29, 2007

Il governo guerrafondaio Prodi rafforza le missioni dell’imperialismo italiano

L’Unione vota insieme alla Casa del fascio gli odg Calderoli che aumentano gli armamenti al contingente militare in Afghanistan

Il 27 marzo, con 180 voti a favore, 130 astenuti e 2 contrari, il Senato ha convertito in legge in via definitiva il decreto governativo che rifinanzia per un intero anno tutte le missioni militari italiane all’estero, prima fra tutte la missione di guerra in Afghanistan. Come aveva già fatto l’8 marzo scorso alla Camera, la “sinistra radicale” (PRC, PdCI e Verdi), si è vergognosamente allineata agli interventisti e ai guerrafondai e ha disciplinatamente votato a favore, compresi certi cosiddetti “dissidenti” della “sinistra” di Rifondazione, come il cossuttiano Grassi, Heidi Giuliani e Fosco Giannini, e la dipietrista Franca Rame, che come al solito ha votato per la prosecuzione della guerra “con la morte nel cuore”.
Ai voti del “centro-sinistra” si sono aggiunti quelli già previsti dell’UDC di Casini, mentre il resto della Casa del fascio si è astenuta, come aveva annunciato alla vigilia lo stesso Berlusconi, il che al Senato equivale a votare contro. Ma anche se non si è ripetuta l’unanimità della seduta precedente alla Camera, perché stavolta hanno pesato le polemiche innescate dal caso Mastrogiacomo, strumentalizzato dal neoduce a fini di politica interna, per dare cioè una spallata al governo Prodi, l’intervento dell’UDC a favore del provvedimento ha garantito lo stesso una solida maggioranza “bipartisan” a sostegno delle missioni di guerra in cui l’imperialismo italiano è impegnato ormai su diversi fronti, a cominciare dall’Afghanistan e dal Libano, ma anche nei Balcani e perfino, in maniera surrettizia, in Iraq, attraverso il mantenimento di un’ambigua “collaborazione” col governo fantoccio di quel paese occupato.
In ogni caso, anche se la maggioranza della Casa del fascio si è astenuta nella votazione finale del provvedimento, perché avrebbe voluto una missione militare ancor più aggressiva in Afghanistan, ciò non ha impedito che nella votazione degli ordini del giorno si realizzassero ampie convergenze tra maggioranza e opposizione, fino anche alla quasi unanimità. Ordini del giorno che, pur aggiungendosi al provvedimento senza cambiarlo, cosa che avrebbe richiesto altrimenti una terza lettura alla Camera in tempi ormai troppo ristretti, ne hanno comunque rafforzato l’impianto interventista e aggressivo, ponendo le premesse per un aumento dell’impegno bellico del contingente italiano in Afghanistan, sia dal punto di vista del numero e dell’armamento che da quello delle regole di ingaggio.
D’altra parte su questa “esigenza” c’era già una larga convergenza tra tutte le forze parlamentari ancor prima della discussione in Senato, facilitata dagli sviluppi del caso Mastrogiacomo. Già Fassino aveva annunciato apertamente la disponibilità ad accogliere odg dell’opposizione che andassero in questo senso. Anche il presidente del Senato, Marini, aveva auspicato le più ampie convergenze su questo tema, dichiarando che “è ragionevole e condivisibile che i nostri militari siano messi in condizione di soddisfare innanzi tutto la loro sicurezza, di difendersi e di svolgere il loro ruolo nel modo migliore possibile”. Nemmeno la “sinistra radicale” aveva nulla da ridire sulla necessità di “tutelare i nostri soldati”: “Chi può volere che i soldati italiani non siano messi in condizioni di difendersi?”, dichiarava scandalizzato Diliberto a “La Stampa” del 26 marzo, annunciando voto favorevole a qualsiasi odg, anche proveniente dalla Casa del fascio, volto ad assicurare, come specificava scrupolosamente il falso comunista, “tutto quello che chiedono i vertici della Difesa: attrezzature, dalle scarpe alle armi, per i compiti istituzionali cui sono preposti gli italiani”.
Anche il rinnegato Napolitano è intervenuto con tutto il suo peso alla vigilia della seduta del Senato dall’alto del colle per invocare da tutti i partiti del parlamento neofascista un “voto responsabile” rispetto ai sacri e inviolabili “impegni internazionali” dell’Italia. Per non parlare della Nato, che si è ingerita per bocca del suo segretario generale addirittura a seduta in corso per chiedere all’Italia di non disattendere i suoi impegni in Afghanistan e per ribadire che iniziative come quella della trattativa per Mastrogiacomo possono avere pesanti “ripercussioni” anche sugli altri paesi dell’alleanza.
È in questo clima e sotto queste pressioni interne e internazionali che il Senato neofascista ha approvato il decreto di rifinanziamento delle missioni di guerra, con tutto il codazzo di odg che ne hanno accentuato il carattere militarista e guerrafondaio. Lo stesso D’Alema, intervenuto per difendere il provvedimento del governo e cercare di convincere l’opposizione a votarlo così com’era nel nome dell’”interesse nazionale”, è stato largo di maniche verso gli odg della Casa del fascio firmati dal leghista Calderoli.
Riguardo all’aumento degli armamenti ha detto che saranno gli stessi militari a deciderlo, presentando una relazione tecnica al governo che “intende provvedere e provvederà” in merito informando anche l’opposizione. Ha aggiunto inoltre che le regole di ingaggio le decide la Nato, che spetta al governo fantoccio Karzai decidere chi deve essere invitato alla “conferenza internazionale di pace”, e che occorre discutere in sede Nato regole di comportamento comuni sugli ostaggi.
Questo atteggiamento conciliante ha indotto la Casa del fascio a modificare gli odg Calderoli e altri secondo le posizioni “bipartisan” proposte da D’Alema, permettendo la loro approvazione a larga maggioranza. In particolare sono stati approvati con i voti di maggioranza e opposizione un odg che “impegna il governo a promuovere tutte le iniziative finalizzate a garantire la sicurezza del nostro personale militare e civile sul territorio afgano”; un odg che “impegna il governo a non promuovere la partecipazione ad una eventuale conferenza internazionale di pace di rappresentanti di forze belligeranti che non abbiano deposto le armi”, cioè che non si siano già arrese al governo fantoccio Karzai e alla Nato; un odg che “impegna il governo a fornire attrezzature adeguate nonché mezzi militari terrestri ed aerei”; un odg che impegna il governo a promuovere in sede Nato “la definizione di una linea comune nei casi di presa di ostaggio”.
Non è difficile capire cosa questo significhi nella pratica. Del resto il rinnegato D’Alema non ha aspettato questo viatico militarista e guerrafondaio del Senato nero per darsi da fare in tal senso. Infatti, in una riunione con Parisi e il capo di Stato maggiore della Difesa, Di Paola, era già stato deciso un aumento dei mezzi per l’Afghanistan e allo Stato maggiore era stato affidato il compito di preparare una relazione tecnica per decidere se aumentare e quanto la dotazione in uomini e mezzi. In particolare sono in ballo nuovi mezzi aerei da combattimento chiesti dal generale Satta, come i cacciabombardieri AMX, oltre al C130, i due Predator senza pilota e i tre elicotteri Mangusta già in partenza per Kabul, per far fronte alle sollecitazioni della Nato che preme per un impiego più diretto delle truppe italiane contro i resistenti afgani.

(Articolo de “Il Bolscevico”, organo del PMLI)

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Wednesday, March 28, 2007

IL CENTROSINISTRA MOSTRA IL SUO VERO VOLTO PADRONALE E GUERRAFONDAIO !

Il centro-sinistra vince l’appalto per l’Afghanistan e compatto ri-vota la guerra

Dopo tante peripezie alla fine il governo di centro-sinistra riesce a far ingoiare il rospo a tutte le sue componenti e votare compatto il rifinanziamento alla guerra globale. Nonostante le manifestazioni di massa, nonostante la spinosa questione Vicenza e le contestazioni che un suo esponente riceve in visite di gala. Prioritaria è la Realpolitik cinica e opportunista della poltrona ad ogni costo e della subordinazione “strategica” all’alleato atlantico, il cui senato vota però una mozione di ritiro truppe (dall’Iraq) da applicare entro il 2008.

Al senati italiano passa invece il decreto sull’Afghanistan, vince la maggioranza con l’apporto determinante dei senatori a vita, si frantuma il centrodestra che vede fallire l’operazione astensione, l’Udc nega l’inizio di una nuova stagione politica e smentisce di aver salvato Romano Prodi. Questo il bilancio “ufficiale” della giornata in cui, con 180 sì, 132 astensioni e 2 voti contrari, il Senato rifinanzia le missioni militari italiane all’estero, prima tra tutte quella in Afghanistan. “Questo voto è una svolta politica. La maggioranza è compatta, l’opposizione è spaccata”, si entusiasma Romano Prodi da Brasilia.

Un Professore giUlivo che si vanta anche di essere migliore alleato del Cavaliere ai mastini della guerra globale: “ora Berlusconi dovrà spiegare agli alleati”, aggiunge, alludendo a Bush e Blair e non certo a Fini e Bossi. “I militari hanno la certezza del voto del Parlamento”, mette in cassaforte Massimo D’Alema, che impietoso parla di “esito nefasto per Berlusconi” e di “meschine macchinazioni e doppia sconfitta, politica e davanti all’opinione pubblica, del centrodestra”.

La politica come puro marketing, le vite di milioni di uomini e donne come merce-immagine da vendere al supermarket della politica-spettacolo. Ancora una volta, la politica di palazzo riconferma  tutta la sua siderale distanza dai movimenti e dalle aspirazioni ed i bisogni di milioni di italiane ed italiani che in questi anni hanno detto, e a chiare lettere, la loro circa la partecipazione italiana alla guerra globale.

Più che in scadenze liturgiche poco incisive, toccherà ai movimenti bloccarne gli ingranaggi su terreni di lotta condivisi, concreti e massificabili come il movimento contro il Dal Molin sta dimostrando, a Vicenza e oltre …

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Monday, March 26, 2007

E SI GRIDERA’ IN CORO ! BERTINOTTI GUERRAFONDAIO !

Afghanistan, Bertinotti contestato alla ‘Sapienza’: ‘guerrafondaio’


Roma_26 marzo

Il Presidente della Camera Fausto Bertinotti è stato contestato questa mattina, con fischi e cartelli di protesta, nel corso della sua visita all’Università ‘La Sapienza’ di Roma.

Bertinotti, giunto questa mattina alla facoltà di lettere e filosofia per l’inaugurazione di una mostra, ha trovato ad accoglierlo circa 200 studenti che inalberavano striscioni satirici come “Bertinotti: un impegno concreto contro la guerra, spillette della pace per tutti!”, e “8 marzo, la Camera vota la guerra in Afghanistan: giorno inFausto”. Al coro di “assassino, assassino” e “buffone, buffone”, Bertinotti, accompagnato dal rettore Renato Guarini, è entrato in facolta’, mentre nascevano piccoli parapiglia, con spintoni e insulti reciproci, tra manifestanti e gli addetti alla sicurezza, che sono riusciti dopo alcuni minuti a riportare l’ordine.

La contestazione è stata organizzata da una cinquantina di studenti del Coordinamento dei collettivi riuniti nella ‘Rete per l’autoformazione’. Innalzavano striscioni con scritto ‘Bertinotti? No thank’, contestando l’impegno italiano nel conflitto afgano.

L’incontro era organizzato dall’Asvi, una Ong legata a Comunione e liberazione.

DA INFO. AUTONOMA 

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Sunday, March 25, 2007

31 Marzo 2007
Manifestazione No Tav Trana ponte sul Sangone h 14

In marcia per le nostre valli Dalla Val Sangone alla Val Susa, da Trana ad Avigliana!
La manifestazione, indetta dal movimento notav, si opporrà al progetto dell’alta velocità in qualsiasi forma e in quanto tale, partendo significativamente dalla val Sangone, cioè da quell’area individuata da Di Pietro come quella che potrebbe fungere da nuovo luogo prescelto per l’inizio di lavori orientati da un nuovo progetto “alternativo”, l’ennesimo. Ma i cittadini della val Sangone saranno in piazza con quelli della val Susa per mostrare che per queste valli il Tav non passerà, mai!

La manifestazione si oppone inoltre al raddioppio della canna autostradale del Frejus e chiede a gran voce un contingentamento del passaggio di tir nelle nostre valli.

L’appuntamento è per tutte e tutti 

SABATO 31 MARZO H 14

TRANA - PONTE SUL SANGONE

A SARA’ DURA! 

 

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Sunday, March 18, 2007

RIPRENDERE LA MOBILITAZIONE CONTRO LA TAV IN VAL SUSA !

LUNEDI’ 19 MARZO 2007 ORE 21:00

Assemblea Notav ed altre Nocività. Si discuterà delle prossime iniziative: corteo Notav Trana Avigliana (31 Marzo)e prossima serarata dibattito con alcuni tecnici, e tante altre da mettere in pentola….

Quest’assemblea si farà presso Casa Umanista, Via Lorenzo Martini, 4 - Torino zona Mole Antonelliana: Se si arriva da C.so S. Maurizio direzione PO , dopo via Tarino che è sulla sinistra c’è una piccolissima via che è Via L. Martini.

CON I MEZZI PUBBLICI:
Tram linea 3 su corso Regina Margherita fermata Guastalla

Linea bus 68 e tram 18 Fermata via Rossini

Linea Tram 16 fermata su C.so S. Maurizio Via Sant’Ottavio Palazzo Nuovo

bus 55: direzione centro fermata Via Napione, direzione c.so Belgio fermata via Vanchiglia

su Via Po: tram 13 e 15, bus , 56, 61 fermata via Sant’Ottavio Palazzo Nuovo

L’INVITO VALE PER TUTTI I COMITATI ED INDIVIDUI CHE LOTTANO CONTRO LE NOCIVITA’
SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE

I FIRMATARI NOTAV A TORINO:
*CUB TORINO*
*NOTAV AUTOGESTIONE CONTRO TUTTE LE NOCIVITA’ TORINO CASELLE*
*OSSERVATORIO ECOLOGICO VOLANTE-TORINOSQUATTERS*
*PARTITO UMANISTA*
ED INDIVIDUALITA’

Per info:

www.notav-norepressione.it
ecosservatorio@autistici.org
notav_autogestione@yahoo.it
telefono: 3386594361

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Wednesday, March 7, 2007

[TORINO] 1077-2007 IL FILO ROSSO DELLA SOVVERSIONE !

1977-2007: il filo rosso della sovversione Incontro con Oreste Scalzone a Torino h 21 csoa Askatasuna

Venerdì 9 Marzo a Torino Oreste Scalzone, da poco rientrato in Italia dopo quasi trent’anni di esilio in Francia, sarà al centro sociale Askatasuna di Torino (cso Regiona Margherita 47) dalle ore 21,00 per un incontro e una discussione pubblica sui movimenti sociali di ieri e di oggi.

L’occasione è data dal trentennale del movimento del 1977, che rappresentò un alto momento di scontro sociale e di sperimentazione politica in Italia. Oreste Scalzone, che dal 1968 era uno dei più attivi militanti del movimento, che fu tra i fondatori di Potere Operaio, che attraversò tutta la dura stagione degli anni ‘70 con una passione energica e instancabile tutta volta all’organizzazione del movimento in una prospettiva rivoluzionaria, dovette poi rifugiarsi in Francia in seguito alla dura repressione che colpì i movimenti di protesta in Italia.

Per decenni ha curato in prima persona le attività legali e politiche in difesa dei rifugiati politici in Francia, e in particolar modo a Parigi, fungendo da punto di riferimento per chiunque avesse problemi con la giustizia per le sue attività politiche e le sue idee di sinistra.

In tutto questo periodo ha seguito a Parigi ogni movimento sociale che si sia presentato in Francia, fino alle ultime rivolte che hanno riguardato le periferie, gli studenti universitari e medi. Ha continuato instancabilmente a parlare e scrivere, a parteciapre a riunioni e assemblee di movimento. Ogni volta che le compagne e i compagni italiani si sono recati in Francia, come avvenne nel 2000 contro il vertice UE di Nizza o lo scorso anno per supportare il movimento studentesco contro il CPE, Oreste è stata una presenza e un punto di riferimento. Ancora dopo lo scorso primo Maggio a Parigi, quando due compagni del movimento antagonista erano stati arrestati dalla polizia e detenuti per un mese senza uno straccio di prova, si era prodigato per la loro liberazione, come ha fatto con centinaia di altre persone.

Non poteva esserci occorrenza più gradita per le compagne e i compagni dell’autonomia torinese di quella del suo rientro in Italia. Venerdì 9 sarà un occasione di confronto e approfondimento sul significato e sulle prospettive della sovversione politica e della costruzione di antagonismo nel nostro paese e nella nostra città.

www.csoaskatasuna.org

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Tuesday, March 6, 2007

CONTINUA LA REPRESSIONE ALTRI TRE ARRESTI A SCHIO !

Tre arresti a Schio

Il 23 febbraio scorso tre giovani dell’Alto Vicentino sono stati arrestati con l’accusa di aver aggredito un giovane a Schio. Non vogliamo entrare nel merito specifico della vicenda, ma intendiamo solo esprimere la nostra solidarietà ai tre giovani antifascisti che sono stati immediatamente fatti oggetto di una campagna di denigrazione, di sciacallaggio e di dissociazione dalla quale non si è chiamato fuori neppure il sindaco di Schio, il quale ha dichiarato alla stampa il suo rallegramento per la tempestiva individuazione dei “colpevoli”, assunti come tali prima ancora che la magistratura lo decretasse.
Alcuni personaggi del neofascismo scledense hanno colto immediatamente l’occasione per strumentalizzare la vicenda e per chiamare a raccolta “contro la violenza”, “dimenticando” che sono proprio le continue aggressioni di stampo neofascista che da anni si ripetono in tutta Italia ai danni di immigrati, antifascisti, omosessuali. che determinano l’innalzamento del livello di scontro, anche perché avvengono nella totale “indifferenza” - come sempre è avvenuto - delle istituzioni e delle forze dell’ “ordine”.
La lotta contro il risorgere di tendenze neofasciste, xenofobe, élitarie, razziste, peraltro alimentate dalla “guerra tra poveri”, inasprita dalle misure anti-popolari che portano avanti sia governi di centro-destra che di centro-sinistra, deve vederci tutti impegnati, ciascuno con la propria sensibilità politica e culturale.
Ma nessuna concessione deve essere fatta al revisionismo storico e alla voglia di pacificazione che non tengono conto delle immense sofferenze che la stagione del fascismo e del nazismo hanno imposto alla nostra terra e a tutta l’Europa.

Schio, marzo 2007

Le compagne e i compagni del Gruppo promotore per un
COORDINAMENTO ANTIMPERIALISTA ANTIFASCISTA dell’ALTO VICENTINO

parentieamici@libero.it

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Monday, March 5, 2007

CONTO LO SCIPPO DEL TFR !

A Cremona e provincia si è costituito il comitato contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica L’obbiettivo del comitato è di informare i lavoratori e le lavoratrici, attraverso assemblee, documenti, iniziative di lotta, affinchè diano l’indicazione contraria per iscritto entro 6 mesi a partire dal 1° gennaio 2007, per evitare che il TFR in maturazione(la liquidazione) in base all’antidemocratico meccanismo del “silenzio assenso) venga trasferito ai fondi pensioni. Il governo su richiesta di cgil-cisl-uil, ha anticipato di un anno lo scippo del tfr. I fondi pensione, sia chiusi(sindacali) che aperti(privati), sono a totale rischio per i lavoratori, in quanto verranno subordinati all´andamento delle Borse e dei mercati finanziari aprendo così la strada alla definitiva privatizzazione del sistema pensionistico e all’incertezza del rendimento. Il comitato si riunisce il 28.2.07 alle ore 21.00 presso la sede del Sindacato Dei Lavoratori in via Cavo Cerca 8/A a Cremona per allargare il comitato sul territorio cremonese e per stabilire i piani di lavoro per i prossimi giorni. Facciamo appello ai lavoratori/trici, ai delegati RSU, alle altre organizzazioni politiche/sindacali/sociali e alle singole soggettività a partecipare e ad aderirvi. Comitato contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica (Prov. Cremona). Hanno dato finora l’adesione: C.U.B. – SLAI Cobas – S.D.L. - COBAS - AL Cobas- Delegati delle RSU e lavoratori del territorio Cremonese Crema 26.2.07 *** Facciamo appello alle R.S.U., ai partiti, alle associazioni culturali, ai sindacati e alle singole soggettività per lanciare sul territorio una campagna nazionale contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche. In questa fase riteniamo fondamentale per dare forza alla campagna nazionale, lavorare per costituire comitati provinciali contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche aperti a tutti i lavoratori. L’invito è promosso dal sindacalismo di base e da varie realtà politico-sociali. Ovviamente si accettano adesioni di altre forze politiche, sindacali, singoli lavoratori, delegati e chiunque voglia farne parte, purché accettino un´impostazione del comitato “aperta”, fondata sulla centralità dei lavoratori. L’intenzione è di effettuare presidi e volantinaggi nelle città, sui luoghi di lavoro e assemblee pubbliche contro lo scippo del TFR. Il nostro obiettivo non è solo una campagna limitata a far firmare ai lavoratori il rifiuto di aderire ai fondi, ma di costruire una più ampia mobilitazione che, partendo da questa scadenza imposta dal governo, si colleghi alla questione più generale della difesa delle pensioni pubbliche (rivendicando il ripristino del sistema di calcolo retributivo, la diminuzione dell’età pensionabile, l´opposizione alla trattativa in corso per la diminuzione delle pensioni, …), alla Finanziaria, alla precarietà del lavoro e del salario, al nuovo accordo sul costo del lavoro, alle liberalizzazioni. Comitati contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche da costituire innanzitutto nei rispettivi posti di lavoro, ma che si attivino per portare la mobilitazione sul territorio, con assemblee e iniziative di lotta e per costituire comitati cittadini unitari. L´obbiettivo che ci prefiggiamo è quello di creare le condizioni per una mobilitazione generale nazionale, per una manifestazione nazionale unitaria, se non uno sciopero, entro maggio. Invitiamo tutti i lavoratori a costituire comitati unitari sul posto di lavoro e per costituire il COMITATI provinciali di CONTRO LO SCIPPO DEL T.F.R. E PER LA DIFESA DELLA PREVIDENZA PUBBLICA. http://www.autprol.org/
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Saturday, March 3, 2007

CON I COMPAGNI ARRESTATI IL 12 FEBBRAIO ! NESSUN PASSO IN DIETRO !!!

Difendiamo la solidarietà di classe!


 

Un clima di vera e propria caccia alla streghe è calato sul nostro paese a partire dallo scorso 12 febbraio. In questa data, circa 500 sbirri, incappucciati e in assetto da guerra, hanno arrestato 15 persone, fra cui giovani militanti, operai sindacalizzati e attivisti comunisti, e effettuato un centinaio di perquisizioni in abitazioni, sedi politiche, centri sociali e luoghi di aggregazione proletaria, compreso il domicilio di una compagna svizzera, a Zurigo. Sono state colpite così diverse realtà del movimento di classe e individualità politiche, in nome, ancora una volta, di capi d’imputazione quali l’associazione sovversiva a scopo terroristico (270 bis c.p.) e la banda armata (306 c.p.).
Successivamente a questa operazione, chiaramente finalizzata a eliminare la presenza organizzata dei comunisti nel tessuto sociale, è iniziata una pesantissima criminalizzazione della solidarietà di classe espressa ai compagni sequestrati. Gli episodi in questo senso si stanno susseguendo.
Il 13 febbraio, quattro compagni che stavano affiggendo dei manifesti di appoggio agli arrestati vengono arrestati, dapprima con l’imputazione di “propaganda sovversiva” (272 c.p.), poi mutata, mentre erano ancora reclusi, in “istigazione a delinquere” (art. 414). Verranno scarcerati solo dopo 5 giorni!
Il 17 febbraio, politicanti della desta e della sinistra borghese chiedono pubblicamente la persecuzione giudiziaria del migliaio di manifestanti che, durante il corteo contro la costruzione della nuova base Usa di Vicenza, marciano dietro gli striscioni in solidarietà agli arrestati del 12.
Tutto ciò mentre si continua pressoché quotidianamente, sui mass media di regime, a urlare all’ “emergenza terrorismo” per semplici scritte murali di sostegno ai prigionieri, per ogni iniziativa pubblica che voglia combattere l’atmosfera maccartista, per i numerosissimi comunicati e attestati di condanna della repressione messa in atto.
Evidentemente desta paura, nelle file dei padroni e dei loro addentellati politici, che a livello di massa vi siano state numerose prove di appoggio ai compagni. Lo stesso ministro degli interni, il boia Amato, ha dovuto ammettere che “questi militanti non sono isolati”.
Nel mirino, finora prevalentemente mediatico, della classe dominante vi è, sempre più esplicitamente, l’attività dei compagni che, in Italia e in vari paesi europei, stanno costruendo e organizzando la rinascita del Soccorso Rosso. Questo organismo vuole riprendere l’esperienza degli attivisti e dei lavoratori che, sfidando e tenendo testa alla repressione degli stati borghesi negli anni venti secolo scorso, misero in piedi una capillare rete di solidarietà politica ai perseguitati e ai prigionieri antifascisti e comunisti. Un progetto dalla profonda valenza di classe, ripreso peraltro già negli anni settanta e ottanta, e sempre più necessario per stringersi attorno a chi subisce, in prima persona, le angherie degli sfruttatori e dei guerrafondai al potere.
La borghesia compie ogni sforzo per creare un clima di isolamento e annientamento, politico e umano, dei rivoluzionari prigionieri e di tutti coloro che, opponendosi a questo sistema, incappano nei suoi cani da guardia. E’ fondamentale, dunque, continuare a rivendicare l’arma della solidarietà di classe, collocandola nel contesto di una società che, putrefacendosi in contraddizioni sempre più insuperabili, risulta capace di produrre solo miseria, guerra e repressione.

Resistere alla controrivoluzione preventiva!
Terrorista è lo stato borghese,
stringersi attorno ai compagni e alle compagne arrestati il 12 febbraio!
Nessun passo indietro nella solidarietà di classe!

25/2/2007
Compagni e Compagne per la Costruzione del Soccorso Rosso in Italia

cccpsri@libero.it

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