Friday, June 29, 2007

SI APRE LA FESTA NAZIONALE DI RESISTENZA 2007

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)

Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454

e-mail: resistenza@carc.it – sito: www.carc.it

 

 

Siete tutti invitati alla Festa Nazionale di Resistenza – foglio mensile del Partito dei CARC, che si terrà dal 5 al 10 luglio a Marina di Massa, Viale della Repubblica - Ronchi (MS).

All’interno della festa:

- dibattiti

- bar

- ristorante

- musica dal vivo

- pista da ballo

- libri e t-shirt

- spazio organizzato per il gioco dei bambini

WWW.CARC.IT

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Monday, June 25, 2007

FUORI I COMPAGNI DALLE GALERE !

GIOVEDì 28 GIUGNO_PALAGIUSTIZIA_h 10.3O, PRESIDIO: DAVIDE, FABIO, MARCO LIBERI SUBITO!

DAVIDE, FABIO, MARCO sono da giovedì 14 GIUGNO agli arresti domiciliari. Arrestati perchè antifascisti, arrestati perchè autonomi. Da allora il movimento Torinese ha messo in campo iniziative in città, occupando il rettorato, organizzando un’assemblea e un presidio nel centro cittadino. Sono moltissimi gli attestati di solidarietà che i compagni stanno ricevendo e che noi pubblichiamo; è stato anche redatto un appello per la loro scarcerazione immediata indirizzato a -professori, intellettuali, politici, partigiani, studenti, militanti e a tutti coloro che sentono i valori dell’Antifascismo e della Resistenza come i propri-

DAVIDE, FABIO, MARCO liberi subito!

COMUNICATI DI SOLIDARIETA’

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Saturday, June 23, 2007

[PADOVA] MANIFESTAZIONE PER LA LIBERAZIONE DI TUTTI I COMPAGNI PRIGIONIERI, CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEL C.P.O. GRAMIGNA:

CAMBIAMENTO DEL CONCENTRAMENTO PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 23 GIUGNO A PADOVA 

IN SEGUITO ALL’ENNESIMA CENSURA DI QUESTO GOVERNO E DELLA GIUNTA PADOVANA DI CENTRO”SINISTRA” CHE HANNO VIETATO LA MANIFESTAZIONE DI SABATO, ABBIAMO DECISO DI SCENDERE UGUALMENTE IN PIAZZA SPOSTANDO IL CONCENTRAMENTO DA PIAZZA DEI SIGNORI  AL PIAZZALE DELLA STAZIONE FFSS ALLE ORE 16.00

PER DIFENDERE I NOSTRI SPAZI DI AGIBILITA’ POLITICA

IN SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI ARRESTATI IL 12 FEBBRAIO

NON UN PASSO INDIETRO NELLA LOTTA

VIVA LA DEMOCRAZIA!!!!

 

 

COME COMPAGNI E COMPAGNE DEL CENTRO POPOLARE OCCUPATO GRAMIGNA ABBIAMO INDETTO UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE SABATO 23 GIUGNO A PADOVA PER DIFENDERE GLI SPAZI OCCUPATI E I LUOGHI DI AGIBILITÀ E ORGANIZZAZIONE POLITICA E PER PORTARE SOLIDARIETÀ AI 14 COMPAGNI ARRESTATI LO SCORSO 12 FEBBRAIO NELL’ OPERAZIONE “TRAMONTO” E TUTTORA DETENUTI IN CONDIZIONI DI ARBITRARIO ISOLAMENTO CARCERARIO.
LA DECISIONE È STATA PRESA PER RISPONDERE ALLE INFAMANTI E MENZOGNERE AFFERMAZIONI CHE IN QUESTI MESI I GIORNALI, LE TELEVISIONI, I POLITICI E LE FORZE DEL “DISORDINE” HANNO SCAGLIATO CONTRO, NON SOLO I NOSTRI COMPAGNI PRIGIONIERI, MA ANCHE NEI CONFRONTI DEL GRAMIGNA E DEI CENTRI SOCIALI IN GENERALE, ADDITANDOLI COME LUOGHI “PERICOLOSI” E FANTASIOSI “SPAZI DELL’EVERSIONE”.
SI CONTINUA AD AGITARE LO SPETTRO DI UN’EVERSIONE VIRTUALE MENTRE NON SI FA NULLA PER IL VERO TERRORISMO: QUELLO CHE PRODUCE 2 MORTI QUOTIDIANE SUL LAVORO FRUTTO DEGLI INTERESSI DELLE ISTITUZIONI.

OTTENUTO GIÀ DA UN MESE IL PERMESSO DALLA QUESTURA DI PADOVA MARTEDÌ 19 GIUGNO CI È STATO NOTIFICATO DALLA STESSA IL DIVIETO DI MANIFESTARE IN CITTÀ E SOLO IL PERMESSO DI SVOLGERE LA MANIFESTAZIONE “ESCLUSIVAMENTE IN FORMA STATICA” IN PIAZZETTA TOSELLI!!!
LA GIUSTIFICAZIONE DI QUESTA PARADOSSALE  DECISIONE È “LA TUTELA DEL MERCATO IN CENTRO CITTÀ” E “LA SALVAGUARDIA DELL’ORDINE E DELLA SICUREZZA PUBBLICA”!!!
EVIDENTEMENTE LE “NOBILI” PAROLE DELLA COSTITUZIONE CHE DANNO IL DIRITTO A TUTTI I CITTADINI DI MANIFESTARE IL PROPRIO PENSIERO VALGONO SOLO PER I PADRONI DELLA CLASSE DOMINANTE E I LORO SERVI, OVVERO I FASCISTI DI OGNI RISMA, VISTO CHE LA GIUNTA D.S. DI ZANONATO E LA QUESTURA L’HANNO CONCESSO ECCOME IL PERMESSO DI MANIFESTARE A PARTITI NEONAZISTI COME FORZA NUOVA E FIAMMA TRICOLORE.
SOLO NELL’ULTIMO ANNO BEN TRE VOLTE  I FASCISTI HANNO MANIFESTATO PER LA NOSTRA CITTÀ! EVIDENTEMENTE CONTENUTI COME IL RAZZISMO, LA XENOFOBIA E L’ODIO PER IL DIVERSO SONO TOLLERATI DI PIÙ RISPETTO AI CONTENUTI COME L’AUTOGESTIONE E L’OCCUPAZIONE DEGLI SPAZI ABBANDONATI, LA GIUSTIZIA E LA SOLIDARIETÀ. UNA GIUNTA, QUELLA PADOVANA, CHE SI È DISTINTA PER VIETARE E CENSURARE, NON SOLO OGNI TENTATIVO DI ESPRIMERE LA SOLIDARIETÀ AI NOSTRI COMPAGNI IN CARCERE MA QUALSIASI TIPO DI INIZIATIVA SOCIALE. GIUNTA DEGNA RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO DI “SINISTRA” CHE HA CONDOTTO L’OPERAZIONE “TRAMONTO”.
IL VERO INTENTO È ISOLARE CHIUNQUE, COME IN QUESTO CASO IL C.P.O. GRAMIGNA, ESCA DAL PENSIERO A SENSO UNICO CHE QUESTA SOCIETÀ, BASATA SULLA GUERRA E LO SFRUTTAMENTO, VORREBBE IMPORRE.
NOI SABATO 23 SAREMO IN CORTEO CON TUTTI COLORO CHE IN QUESTO MESE CI HANNO FATTO SENTIRE LA LORO SOLIDARIETÀ INSIEME A TUTTI I PADOVANI CHE PENSANO CHE LUOGHI AUTORGANIZZATI COME IL GRAMIGNA DEVONO CONTINUARE AD ESISTERE.

NON CI CHIUDERETE MAI LA BOCCA!
NON CI FERMERETE MAI!

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CONSIDERAZIONI SULLA VISITA DI BUSH A ROMA:

 

Il governo Prodi-Bertinotti-D’Alema-Diliberto non prova alcun imbarazzo e vergogna nel ricevere a Roma il Presidente degli Stati Uniti d’America Gorge Bush, teorico della guerra preventiva e permanente, responsabile della morte e della sofferenza di migliaia di cittadini inermi in Iraq e inAfghanistan, da mandare davanti alla corte internazionale per i crimini di guerra.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi da giorni sta minimizzando i contrasti, i problemi e le contraddizioniesistenti nella sua maggioranza di governo sulla politica estera ed in modo particolare sull’atteggiamento tenuto dall’America alvertice G8 in Germania e alla successiva visita del Presidente americano G. Bush in Italia. Pur di trovare la quadra allecontraddizioni laceranti presenti nel suo governo, non ha esitato un attimo a paragonare i problemi dello stessocon quelli del cancelliere tedesco Angela Merkel. Afferma che a rendere tragica la visita di George Bush in Italia è solo l’opposizione e in modoparticolare Berlusconi, che con il suo protagonismo mediatico non fa altro che screditare l’Italia, avendo quest’ultimo paventato ilritorno di un’Italietta provinciale. In discussione non è il ruolo egemone dell’unica superpotenza esistente nel mondo, la sua politica di aggressione nei confronti di Paesi e popoli che nulla hanno fatto per scatenare la sua collera e richiedere il suointervento e che sta provocando un riarmo generalizzato in ogni parte del mondo, ad incominciare dalla Russia di Putin che vedecome minaccia diretta contro il suo territorio l’installazione dello scudo antimissilistico. Il clima di amicizia e fratellanza chenutre il governo italiano in tutte le sue componenti nei confronti del tiranno non può essere messo in discussione dalla presenza diqualche migliaio di manifestanti antiglobal o dalla lettera che l’ambasciata americana a Roma ha pubblicamente inviato a tutti icittadini americani presenti sul suolo italiano, esortandoli a non farsi vedere ai cortei di oggi. Naturalmente le esagerazioni messein giro dalla stampa e dalle televisioni di Berlusconi su possibili relazioni fredde fra Italia e Usa saranno archiviati nel più brevetempo possibile. Bush, nella conferenza stampa congiunta con Prodi,ha elogiato il ruolo e l’iniziativa dell’Italia nella guerracontro la Serbia e il ruolo attivo tenuto dal nostro Paese nella guerra in Iraq,in Libano e in Afghanistan. Il tiranno ringrazia per ifavori che i nostri governi hanno reso al nuovo imperatore del mondo in cambio di qualche pozzo di petrolio e una fetta dimercato maggiore in quelle aree del mondo, in cui fare entrare le nostre merci e i nostri capitali.

Solo Berlusconi del resto poteva indignarsi e vergognarsi per il presunto annullamento del colloquio a Trastevere con ivertici della Comunità di Sant’Egidio, dandone la colpa a quei quattro scalmanati dell’ultrasinistra che avrebbero messoin pericolo l’ordine pubblico e resa manifesta l’incapacità del governo di garantire la sicurezza dell’illustre ospite. Per Prodi, che è liberale, liberista e liberticida in maniera molto più credibile di Berlusconi, il problema non si poneva di certonei termini in cui lo poneva quest’ultimo. Prodi ha infatti ricevuto Bush e il presunto antagonismo algoverno non è sceso in piazza contro di lui, e il ministro del PRC Paolo Ferrero, che in un primo momento gli aveva dato del guerrafondaio,non va nemmeno nella piazza semivuota allestita dai vertici del suo partito in opposizione alla manifestazione della sinistra di classe ed antagonista. Sembra incredibile ma le uniche critiche che abbiamo ascoltato sono quelle delvicepremier, Massimo D’Alema, sullo scudo spaziale voluto dagli Stati Uniti. Il can can messo in scena da Berlusconiattraverso i suoi giornali e le televisioni gli serve per dimostrare all’amico Bush che è lui e nessun altro il «premierombra» e unico vero interlocutore degli USAin Italia. La destra conservatrice americana in questo periodo mostra diavere seri problemi di tenuta e Berlusconi dovrebbe ben sapere che il vento che soffia in America non è favorevole aquesta destra ma all’altra destra liberale, che ruota intorno ai democratici e della quale Prodi è interlocutore autorevole ecredibile. La casa delle libertà, escluso Casini e il suo partito,demagogicamente e per ragioni elettorali continua asostenere la tesi su una nostra crescente marginalità ed isolamento internazionale. L’Ulivo replica sostenendodemagogicamente che l’Italia non è più «serva schiocca degli americani» come negli anni berlusconiani. Solo gli stupidipossono credere ad una delle due tesi demagogicamente sostenute dai due schieramenti. La politica estera italiana,e quella di D’Alema in particolare, è quanto di più andreottiana possa esserci in giro in questa congiuntura. Bush ha fatto tappa in Italia non per vedere ed ascoltare Prodi, D’Alema, Napoletano o Berlusconi ma soprattutto Benedetto XVI,con il quale ha molti interessi strategici in comune incluso Iraq, Libano, Cuba, Iran e tanti Paesi africani e del sud america. Il quotidiano Usa Today ha recentemente pubblicato un sondaggio dal quale risulta che sette americani su dieci ritengonoche il presidente debba «ascoltare il Papa». Questo papa si che ha tanti bei consigli da dare al despota,da mandare davanti al tribunale internazionale per i crimini di guerra.

PARTITO D’AZIONE COMUNISTA

 

Sito web: www.partitodazionecomunista.it

E. mail: info@partitodazionecomunista.it

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Thursday, June 14, 2007

[G-8 GENOVA] VIOLENZE DI STATO AMMESSE CONTRO COMPAGNI INERMI….

Processo sul G8 di Genova: un poliziotto ammette le violenze alla scuola Diaz


“Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana… sono rimasto terrorizzato e basito quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: ‘basta basta’ e cacciai via i poliziotti che picchiavano”, ha raccontato Michelangelo Mournier, che il 21 luglio 2001 si trovava a Genova in qualità di vicequestore aggiunto della questura di Roma.

Rispondendo alle domande degli inquirenti, Mournier ha poi sostenuto di aver ordinato per radio ai suoi uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze. E di aver assistito la ragazza ferita fino all’arrivo dei militi con l’aiuto di un’altra manifestante, invitandola però “a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo”.

Il poliziotto ha giustificato le sue precedenti menzogne, in cui negava qualsiasi violenza avvenuta alla Diaz, con il fatto di appartenere “a una famiglia interamente di poliziotti”.

PAGHERETE TUTTO, PAGHERETE CARO !

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Wednesday, June 13, 2007

COMUNICATO DEI CARC SULLA GRANDE MOBILITAZIONE DEL 9 GIUGNO:

Roma 9 giugno: la grande mobilitazione popolare contro la visita di Bush scava la fossa al governo degli imbrogli e delle promesse non mantenute.

Decine e decine di migliaia di persone hanno manifestato contro la visita del caporione dell’imperialismo mondiale, Bush, e contro la sudditanza che il circo Prodi dimostra verso l’amministrazione USA.

In una città blindata, decine e decine di migliaia di persone hanno dato una sonora lezione al governo che sostiene e alimenta la guerra imperialista in Medio Oriente, che sostiene e alimenta la guerra di sterminio che gli imperialisti USA e loro alleati conducono contro i popoli del mondo; hanno dato un segnale forte e chiaro ai partiti della sinistra radicale (PRC, PdCI e Verdi) che in tutti questi mesi hanno spacciato mille giustificazioni per assolvere le politiche guerrafondaie, imperialiste e antipopolari del governo che sostengono; hanno detto basta con l’affarismo e la politica della spartizione delle poltrone a ministri e dirigenti di questi partiti.

Nel 2006 vinsero le elezioni promettendo il ritiro delle truppe da Iraq e Afghanistan, taglio delle spese militari e sospensione del legame a doppio filo con cui la banda Berlusconi aveva stretto l’Italia agli imperialisti USA e sionisti. Queste erano le promesse di questa cricca di imbroglioni. I fatti sono sotto gli occhi di tutti: avallo degli accordi militari e dei patti segreti stretti da Berlusconi con l’amministrazione Bush, rifinanziamento della missione in Afghanistan, sostegno con miliardi di euro al governo fantoccio iracheno, invasione del Libano e sostegno del governo filo sionista Sinora, costruzione della nuova base di Vicenza, aumento delle spese militari.

Con la faccia di bronzo tipica dei mestatori nel torbido e degli opportunisti più odiosi, la “sinistra di governo” (PRC, PdCI, Verdi, FIOM, ARCI)

  • aveva cercato di dividere e creare confusione nel movimento contro la guerra, promuovendo un presidio in piazza del Popolo per protestare genericamente “contro la guerra” e “criticare Bush”;
  • aveva tentato l’ennesima mossa truffaldina per cavalcare i sentimenti autenticamente pacifisti delle masse popolari e trasformarli in una carnevalata priva di contenuti che, soprattutto, evitasse di denunciare la connivenza e il sostegno del governo Prodi alla politica guerrafondaia degli imperialisti USA;
  • aveva partecipato attivamente alla campagna di criminalizzazione e provocazioni che la borghesia e gli apparati dello Stato avevano promosso (con lo stesso armamentario messo in atto a Genova 2001 o Vicenza nel febbraio scorso) per cercare di seminare terrore e frenare la partecipazione delle masse popolari alla manifestazione indetta dalle forze autonome dai partiti del Centro sinistra. Una campagna di criminalizzazione comune ai governi di Centro destra (G8 Genova 2001) e Centro sinistra ( Vicenza e Roma 2007) che testimonia come, anche sul terreno guerra-pace, delle libertà di manifestazioni e della repressione, esiste un unico programma, quello della borghesia imperialista (industriali, affaristi, cardinali, militari, ecc.), la classe che stabilisce il governo del Paese.

Il misero fallimento della criminalizzazione, così come il fallimento dell’imbrigliamento, rappresentano insieme il generale fallimento del circo Prodi e della dirigenza delle sue componenti di “sinistra” che hanno accusato il colpo e sono stati costretti a mostrare il loro vero volto.

Il bastone travestito da carota.

Ciò che non è riuscito a ottenere con l’ennesima truffa politica (corteo compatibile con il governo), il governo e il circo che lo sostiene hanno cercato di ottenerlo ostentando le buone maniere e la disponibilità al dialogo del prefetto Achille Serra e del Ministro dell’Interno Amato, organizzando una trappola logistica (soppressione dei treni speciali, stazioni occupate dalla polizia alla partenza dei manifestanti) finalizzata a impedire l’arrivo a Roma di migliaia di manifestanti. Un boicottaggio attivo della manifestazione che le autorità politiche hanno promosso con il benestare della “sinistra radicale” e di cui hanno ridicolmente addossato la responsabilità a Trenitalia. Ma a Roma sono arrivate comunque decine di migliaia di persone che hanno sfilato in corteo. La militarizzazione dell’intero percorso con blindati e migliaia di poliziotti in assetto da guerra, le continue pressioni e provocazioni sui manifestanti (dal blocco dei treni al fermo e alle perquisizioni di automezzi ai caselli autostradali, al pestaggio dei fermati) testimoniano bene l’intento delle Autorità (altro che le chiacchiere di Amato, del Prefetto e dei ministri di sinistra sulla libertà di manifestazione, sulla presenza “discreta” della polizia).

L’occupazione della stazione Tiburtina, il sequestro di centinaia di persone e le cariche con cui la Celere si è accanita contro i manifestanti che a sera cercavano di tornare a casa, sono il commiato con cui Serra e Amato salutano il rispetto degli accordi presi con gli organizzatori del corteo e la dimostrazione di come, oltre le buone maniere, intendano a modo loro la garanzia dell’esercizio democratico di manifestare nel nostro paese.

Il risultato politico di questa giornata è l’apertura di una nuova fase di sviluppo della lotta e della resistenza del movimento unitario delle masse popolari.

Piazza del Popolo è deserta e i dirigenti dei partiti sedicenti radicali, comunisti e pacifisti sono desolati. Odono in lontananza il “loro” popolo che grida contro la guerra, contro Bush e contro il loro governo Prodi. Una clamorosa, rumorosa, enorme sconfitta su tutta la linea per chi fino ad oggi ha spacciato fumo, per chi ha spacciato aggressioni militari come missioni di pace, per chi ha promosso saccheggi e distruzioni in nome della democrazia, per chi aveva promesso pace e invece ha sostenuto e sviluppato la guerra, per tutti coloro che hanno sostenuto il governo Prodi nell’attuazione del programma comune della borghesia, contro le masse popolari italiane e i popoli del mondo.

La direzione del PRC, del PdCI, della FIOM e dell’ARCI, insieme ai Verdi e i loro amici, il 9 giugno hanno definitivamente perso ogni prestigio e ogni credibilità. Un risultato arrivato dopo molti segnali: dalle elezioni amministrative, alla manifestazione di Vicenza, agli scioperi contro la finanziaria.

Il “loro” popolo era al corteo contro la guerra, una parte consistente di coloro che, man mano che il governo Prodi persegue l’attuazione del programma della borghesia, sempre meno credono allo spauracchio del ritorno di Berlusconi e non sono più disposti ad accettare nuovi e superiori sacrifici ad esclusivo beneficio dei banchieri, degli speculatori, dei padroni e degli imperialisti.

Il 9 giugno è sceso nuovamente in piazza il movimento unitario di resistenza al peggioramento delle condizioni di vita, il movimento di lotta in difesa dei diritti conquistati con le lotte dei decenni passati. In questa giornata di lotta il movimento popolare ha preso coscienza e coraggio della propria forza e ha scaricato la direzione degli opportunisti e dei doppiogiochisti. Questo è un grande risultato, un passo avanti che rafforza la lotta che conduciamo per dare forza e fiducia alla classe operaia e alle masse popolari nelle proprie capacità di direzione e lotta per un nuovo ordinamento sociale, il socialismo.

I fatti hanno la testa dura, la verità è sempre rivoluzionaria

La tendenza all’unione delle forze sane, autenticamente pacifiste, sinceramente democratiche e comuniste iniziata da qualche anno (da Melfi, Scanzano, Val di Susa, Vicenza), il 9 giugno ha raggiunto un altro importante risultato, ma la strada da percorrere è ancora lunga.

Nei precedenti comunicati il Partito dei CARC ha preso posizione rispetto ai tentativi di certi settori del movimento contro la guerra (Bernocchi, Casarini, Cremaschi…) di promuovere, nella costruzione della mobilitazione del 9 giugno, metodi e categorie proprie della sinistra borghese (la divisione in buoni e cattivi dei settori del movimento sulla base della compatibilità del giudizio della borghesia, settarismo, protagonismo) e di lavorare per attenuare la protesta contro il governo del circo Prodi.

Il Partito dei CARC è sceso in piazza il 9 giugno, inquadrato in uno spezzone comune con il Campo antimperialista, e con altre migliaia di compagni e compagne ha portato la parola d’ordine “contro l’imperialismo USA e italiano, a fianco dei popoli che resistono, sostegno alla resistenza popolare palestinese, irachena, libanese, afghana”.

I proclami di Bernocchi di voler escludere il nostro Partito dal “movimento” [articolo del 9 giugno sul Corriere] si sono ovviamente infranti alla prova dei fatti. Il suo allarmismo (che sembrava così simile a quello che sindacati di regime hanno promosso contro la nostra partecipazione al corteo di Vicenza), veicolato ad arte di mass-media e dagli apparati polizieschi, si è rivelato per quello che era: un tentativo di creare confusione e seminare zizzanie all’interno del movimento.

Un movimento unitario contro l’attuazione del programma comune della borghesia formato da mille anime e mille pratiche (dai girotondi dei pacifisti alla sana e legittima rabbia di centinaia di giovani che si sollevano contro la polizia) che spazzerà via quanti continuano ad autoproclamarsi portavoce del movimento, quanti si arrogano il diritto di stabilire chi sono i buoni e chi i cattivi, pongono discriminanti e vogliono decidere cosa è legittimo dire e cosa no, chi è il benvenuto e chi no, chi può scendere in piazza e chi no.

Le discriminanti, gli arbitri, le divisioni rappresentano già il passato di questo movimento. Il futuro e lo sviluppo, l’unico possibile, è quello di favorire e rafforzare gli aspetti unitari che legano indissolubilmente ogni componente a un’altra e rappresentano la forza dirompente con cui milioni di persone si oppongono alla borghesia e vanno alla conquista di un altro mondo, possibile e necessario. Quello che noi chiamiamo socialismo.

Lottare per l’unità delle forze autenticamente antagoniste alla borghesia!

Strappare dalle mani dei revisionisti, degli opportunisti e dei politicanti borghesi la direzione delle lotte della classe operaia!

Combattere ogni forma di repressione e criminalizzazione della borghesia, sviluppare la solidarietà di classe!

Abbiamo un mondo da guadagnare, abbiamo una società da costruire!

Fare dell’ Italia un nuovo Paese socialista!

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Sunday, June 10, 2007

BLOCCARE IL FURTO DEL TFR ! DIFENDERE LE PENSIONI !

Bloccare il “furto con destrezza” del TFR (liquidazione)! Impedire che la borghesia faccia un altro passo avanti nell’eliminazione delle pensioni!

 

Contrastare con forza il furto del TFR!

Impedire che la borghesia imperialista faccia col governo Prodi-D’Alema-Bertinotti quello che non è riuscita a fare con il governo Berlusconi-Bossi-Fini!

Il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti continua in ogni campo l’opera del governo Berlusconi-Bossi-Fini!

Impedire al governo Prodi-D’Alema-Bertinotti di realizzare la sua politica antipopolare!

Contro il programma comune della borghesia di sinistra e di destra!

No alla guerra, alle spese militari, al lusso e allo spreco dei ricchi, del Vaticano, della Chiesa!

Lottare per alzare i salari e le pensioni, per la sicurezza sociale!

Diamo l’accoglienza che si meritano a Bush e ai suoi ospiti: il Vaticano e il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti!

Poche settimane di tempo ancora e il 30 giugno scade l’ultima possibilità di impedire che la borghesia finanziaria e i sindacati di regime incamerino silenziosamente i soldi che i lavoratori accantoneranno per la liquidazione (TFR).

Il governo Berlusconi-Bossi-Fini aveva varato il provvedimento del furto silenzioso del TFR: il lavoratore che non si oppone espressamente con una apposita lettera all’azienda dove lavora, anche se non lo sa acconsente ad affidare irrevocabilmente i soldi della sua liquidazione a un fondo di investimento, rinuncia al 7% del suo salario annuo, non può più disporne e probabilmente non lo vedrà più.

Il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti ha anticipato di un anno l’entrata in vigore del provvedimento del governo Berlusconi-Bossi-Fini.

È una precisa divisione dei compiti tra due governi di furfanti. Esattamente come per l’affare Abu Omar e l’assistenza ai crimini della CIA, la Gestapo dei nostri tempi. Il Berlusconi-Bossi-Fini ha aperto la strada, è l’avanguardia; il Prodi-D’Alema-Bertinotti lo segue, cercando di fare meglio e completare l’opera.

Se borghesia finanziaria e sindacati di regime incamerano il TFR, sono dai 15 ai 20 miliardi di euro in più che ogni anno finiranno nelle tasche degli speculatori della finanza e della destra che spadroneggia nei sindacati di regime: gli Epifani, i Bonanni, gli Angeletti e gli altri tristi figuri di quella fatta. I finanzieri gongolano. Il Vaticano e la Chiesa sono oramai padroni di gran parte degli istituti finanziari italiani e godono già dell’arrivo del nuovo “tesoretto”.

Mussolini e il fascismo avevano obbligato le donne delle masse popolari a conferire “l’oro alla patria”. Si è visto dove sono finiti. I governi PAB e BBF obbligano i lavoratori a conferire i loro risparmi agli speculatori. I lavoratori possono fargli fare la stessa fine!

I fondi di investimento sono una truffa. I soldi dei lavoratori conferiti ai fondi d’investimento se li mangeranno gli amministratori, i loro complici e i loro mandanti: politici e sindacalisti di Stato, il Vaticano e la Chiesa. Al primo crack di Borsa si mangeranno le liquidazioni dei lavoratori. Pensate ai miliardi di euro spariti con la Parmalat, con la Cirio, con le altre truffe finanziarie degli ultimi anni.

Di fatto i soldi incamerati dai fondi d’investimento non sono coperti da nessuna assicurazione e non sono più disponibili, neanche se si cambia posto di lavoro o si è licenziati.

La banda di truffatori ha provveduto per bene ai suoi interessi. Chi non rifiuta espressamente, lo iscrivono loro a un fondo. Una volta iscritto, il lavoratore non può più tornare indietro. Mentre chi oggi rifiuta di conferire i suoi soldi a un fondo, può aderire ai fondi anche in futuro, quando vuole. Non è forse evidente la truffa? Per un po’ di tempo, faranno balenare interessi mirabolanti per sedurre i renitenti. Hanno fatto così anche quelli delle “piramidi finanziarie”. Fanno così tanti altri truffatori alla caccia dei risparmi di lavoratori e pensionati. Quando avranno fatto il pieno, allora faranno quello che vogliono. I lavoratori non potranno più fare niente, salvo protestare e disperarsi.

Il rifiuto di aderire ai fondi, di conferire i propri soldi ai fondi d’investimento è un referendum contro i padroni, contro gli speculatori, contro il Vaticano e la sua Chiesa, contro i loro governi, contro i sindacalisti di regime.

Votate e fate votare NO AGLI SPECULATORI! NO AI SINDACALISTI DI REGIME! NO AL GOVERNO PRODI-D’ALEMA-BERTINOTTI, IL GOVERNO DELLA TRUFFA! NO AL GOVERNO BERLUSCONI-BOSSI-FINI, IL GOVERNO DELL’ARROGANZA!

RIFIUTARE DI CONFERIRE IL TFR AI FONDI D’INVESTIMENTO!

I ladri vogliono diventare legalmente amministratori dei risparmi dei lavoratori per poterli far sparire più facilmente. Grazie al governo PAB, dopo i 5 miliardi/anno del cuneo fiscale, i padroni vogliono intascare altri 20 miliardi/anno di TFR.

Il conferimento del TFR ai fondi non è solo una truffa economica.

È anche una truffa politica. È un’operazione politica su grande scala contro i lavoratori.

Furto del TFR e peggioramento delle pensioni vanno di pari passo. Cedere il TFR agli speculatori è un altro colpo al sistema pensionistico pubblico. Dopo il cuneo fiscale, è un altro importante passo verso l’abolizione del sistema pensionistico pubblico.

Vogliono indurre ogni lavoratore a sperare nel successo dei padroni e della speculazione di Borsa invece che contare sulla lotta dei lavoratori per aumentare i salari le pensioni e migliorare le condizioni di lavoro. Prima hanno lasciato cadere o indebolito la lotta per migliorare salari e pensioni. Ora i sindacalisti di regime fanno un altro passo nella stessa direzione. I redditi dei lavoratori sono una variabile dipendente dai padroni.

Vogliono legare con la speranza di alti interessi ogni lavoratore ai padroni e metterlo contro gli altri lavoratori e contro se stesso.

Vogliono rendere i sindacalisti di regime meno dipendenti dalle quote dei lavoratori iscritti ai sindacati.

Vogliono aumentare la collusione dei funzionari sindacali e parasindacali con la borghesia finanziaria.

Per battere il governo PAB e il suo losco disegno, bisogna mettere alle strette la destra nei sindacati di regime. In ogni organizzazione di massa e in tutto il movimento delle masse popolari la sinistra deve togliere la direzione alla destra filopadronale. La destra che dirige i sindacati di regime, gli Epifani, i Bonanni, gli Angeletti e gli altri tristi figuri di quella fatta sono in difficoltà, sono sempre più malvisti dai lavoratori, collaborano sempre più strettamente con la polizia, sono sempre più efficacemente attaccati dai lavoratori avanzati e dai sindacalisti onesti. Lasciargli prendere il TFR con il silenzio-assenso è dar loro una boccata di ossigeno. Il meccanismo del silenzio-assenso l’hanno escogitato proprio per questo. Contano sull’inerzia, sulla disinformazione, sull’ingenuità, sull’ignoranza, sulla disperazione, sulla rassegnazione di tanti lavoratori, che essi stessi hanno alimentato per anni.

La borghesia finanziaria ha già legato mani e piedi a milioni di lavoratori con una rete di mutui, scadenze, rate, bollette, ticket, ecc. Incamerando il TFR nei fondi, vuole legare i lavoratori ancora di più, rompere ancora di più la coesione sociale, la solidarietà di classe, ridurre ogni lavoratore a vedersela individualmente coi padroni e con gli speculatori.

I governi dei guerrafondai, dei servi dell’imperialismo americano sono anche i governi dei truffatori, degli speculatori, delle sanguisughe dei lavoratori, del Vaticano e della sua Chiesa, di Montezemolo e di Ratzinger!

Delocalizzano, speculano, esternalizzano, precarizzano, rapinano, imbrogliano, privatizzano, aumentano tasse e prezzi, riducono i servizi pubblici e le pensioni, inquinano, sfruttano, licenziano, lasciano andare in malora il nostro paese, sprecano e si pavoneggiano: ecco le opere pie dei capitalisti virtuosi, benedetti dalla Chiesa e dal Vaticano!

Contro questa razza padrona, contro questa classe di speculatori, parassiti e imbroglioni, votiamo e facciamo votare NO al conferimento del TFR ai fondi d’investimento.

Negare il conferimento del TFR ai fondi è un contributo alla più generale lotta conto la borghesia imperialista, contro il Vaticano e l’imperialismo USA ed europeo, contro l’attuale ordinamento sociale marcio e corrotto che soffoca, uccide, mutila e deforma fisicamente e moralmente tanta parte della popolazione. Il furto del TFR è un pezzo del programma comune della borghesia imperialista. Del programma del Vaticano e degli imperialisti USA, del programma di tutti i grandi padroni e banchieri italiani, dei generali e degli alti funzionari e dirigenti del settore privato e dello Stato. Il governo in carica deve solo attuarlo.

È quindi indispensabile impedire al governo PAB e a quelli che lo seguiranno di attuare un simile programma. Ma è ancora più necessario che gli operai avanzati e tutti gli elementi avanzati delle masse popolari si uniscano e mobilitino le masse popolari per costruire un futuro al nostro paese. Il marasma e l’incubo che ci attanagliano, sono la conclusione dei 60 anni di regime padronale sotto l’alta direzione del Vaticano, del regime clericale DC. Ma è possibile uscirne! Occorre un nuovo e diverso ordinamento sociale. Le relazioni di denaro sono diventate un abito troppo stretto, non consente più un funzionamento razionale della nostra società. Cresce la ricchezza della società, cresce la produttività del lavoro e questo ordinamento sociale toglie alla massa della popolazione perfino quello che la massa della popolazione ha avuto fino a ieri. Occorre un nuovo ordinamento sociale. Bisogna che le aziende smettano di produrre profitti. Ogni azienda deve produrre beni e servizi utili al benessere della popolazione. I lavoratori devono lavorare in condizioni dignitose: la sicurezza, l’igiene e la riduzione dell’inquinamento devono essere obiettivi su cui si valuta ogni azienda e chi la dirige. Bisogna riorganizzare i trasporti per ridurre l’inquinamento: trasporti pubblici efficienti, di buon livello e gratuiti per tutti. La casa è un diritto come l’aria che si respira: bisogna sequestrare le ville e i palazzi dei ricchi e alloggiarci quelli che hanno case malsane o sono senza casa. Bisogna riorganizzare tutte le forze produttive del paese, i mezzi materiali, la scienza, la ricerca, la forza-lavoro, le capacità produttive dell’intera popolazione perché servano al benessere della popolazione. È una cosa del tutto possibile. A chi non va bene? Ai ricchi e ai profittatori del regime, al Vaticano e alla sua Chiesa, a tutti i parassiti che sprecano alle spalle dei lavoratori, agli imperialisti americani e ai sionisti che usano il nostro paese come base per le loro trame e le loro aggressioni.

Il nuovo Partito comunista italiano chiama tutti gli operai avanzati, tutti gli elementi avanzati delle masse popolari a mobilitarsi e a unirsi per un programma di rinnovamento radicale e realistico del nostro paese, della nostra società. Le mezze misure, le illusioni, le speranze riposte negli uomini di questo regime, nei complici e nei figli di questa classe dominante non portano da nessuna parte. La borghesia di sinistra va a rimorchio della borghesia di destra. Il circo Prodi va a rimorchio della banda Berlusconi, segue in ogni campo la strada che la banda Berlusconi ha tracciato: dalla legge 30 (Biagi) alla scuola della Moratti, dal TFR alla TAV, dalla base di Vicenza ai bombardieri F35 a Cameri (NO), sulla raccolta dei rifiuti come nella persecuzione degli immigrati, come nella partecipazione alle guerre dell’imperialismo americano. Il “merito” del circo Prodi e del governo PAB è di averlo reso ancora più chiaro. Quelli che ne dubitavano, ora hanno avuto e hanno giorno dopo giorno la dimostrazione. Ma non devono disperarsi, abbandonare, chiudersi in se stessi, ritornare a casa.

Bisogna rendere onore a Cindy Sheenan, la madre di un soldato americano caduto in Iraq. Dopo la morte di suo figlio, è scesa in campagna contro Bush. Così ha scoperto che repubblicani e democratici, da noi di direbbe banda Berlusconi e circo Prodi, sono gente della stessa pasta. Ma non bisogna arrivare alla conclusione a cui purtroppo è arrivata lei: tornare a casa, rinchiudersi nella solitudine e nella disperazione. I lavoratori avanzati, tutti gli elementi coscienti devono unirsi, mobilitare il resto delle masse popolari, creare un Fronte abbastanza forte e con una linea abbastanza avanzata da essere capace di togliere a questa classe dominante il potere, capace di imporre un nuovo ordine sociale ai sostenitori, ai profittatori e ai collaboratori di questo regime marcio e corrotto. È una cosa del tutto possibile. Bisogna osare pensare, osare lottare, osare vincere!

Noi possiamo vincere. La lotta sarà certamente dura e lunga. Ma la vittoria è certa se persisteremo nella lotta e se seguiremo un orientamento giusto.

No al furto del TFR! Non lasciare incamerare il TFR nei fondi d’investimento! Scegliere di mantenere il TFR in azienda!

 

Che la borghesia non riesca a fare con il PAB, quello che non è riuscita a fare con il BBF!

Avanti nella lotta contro il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti!

Costruiamo un ampio Fronte che raccolga e rafforzi tutte le forme della resistenza delle masse popolari al procedere della crisi generale del capitalismo!

Diamo l’accoglienza che si meritano a Bush e ai suoi ospiti: il Vaticano e il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti!

L’imperialismo USA sta cercando di fare a livello mondiale quello che il nazismo tedesco ha cercato di fare a livello europeo! Il Vaticano e il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti sono suoi complici! Come il Vaticano, Mussolini e il fascismo furono complici di Hitler.

Il sionismo è la versione ebraica del nazismo e del fascismo!

Solidarietà con i prigionieri politici che nelle carceri italiane e di altri paesi imperialisti resistono alle pressioni e alle lusinghe della borghesia! La loro resistenza rafforza la resistenza delle masse popolari al procedere della crisi del capitalismo!

Solidarietà con tutti quelli che si ribellano a questo ordinamento sociale, marcio e assassino!

Sostegno ai progressisti e alla sinistra americana che lotta contro la guerra preventiva e contro il programma di dominazione mondiale dell’imperialismo USA!

Solidarietà con gli ebrei che lottano contro il sionismo!

Solidarietà con i popoli oppressi, dalla Palestina all’Afganistan, dall’Iraq al Libano alla Somalia, che resistono all’aggressione imperialista!

Solidarietà con i governi e le forze antimperialiste dell’America Latina: da Cuba, alle FARC, al Venezuela!

Solidarietà con la guerra popolare rivoluzionaria che avanza in Nepal, in India, nelle Filippine, in Turchia, in Perù e in altri paesi.

La mobilitazione delle masse popolari è l’arma decisiva per impedire alla borghesia di realizzare con il circo Prodi quello che non è riuscita a realizzare con la banda Berlusconi! È l’arma decisiva per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

Il consolidamento e rafforzamento del Partito comunista a partire dalla clandestinità è il motore decisivo della crescita della mobilitazione delle masse popolari e il suo risultato più qualificato!

Costruire in ogni azienda, in ogni zona d’abitazione, in ogni organizzazione di massa un comitato clandestino del (n)PCI!

COMUNICATO DEL (NUOVO) PARTITO COMUNISTA ITALIANO

http://lavoce-npci.samizdat.net/ 

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Sunday, June 3, 2007

SI ALL’EVERSIONE. NO ALLE GALERE. MANIFESTAZIONE ALL’AQUILA
Un giorno in PRETURO

LIBERTA’ PER TUTTI I COMPAGNI NELLE GALERE !

 

L’Aquila, Sulmona, Teramo paese che vai lager che trovi

Da diversi mesi individui e realtà collettive comuniste ed anarchiche stanno portando avanti un discorso contro il carcere e nello specifico contro il regime detentivo speciale previsto dall’articolo 41bis dell’ordinamento penitenziario. Momenti importanti di questo percorso sono state le manifestazioni sotto il carcere di Parma nel 2006 e sotto il carcere di S. Michele di Alessandria nel marzo 2007.

La quotidianità regolata dal 41bis significa imposizione ai prigionieri di violente e sadiche misure restrittive.
Del resto 41bis significa:

Isolamento individuale 22 ore su 24, con negazione assoluta di condividere un libro, un pezzo di pane…nulla;
Due ore d’aria giornaliere compiute in piccolissimi gruppi di 4/5 persone, ma spesso anche da soli;
Colloquio una sola volta al mese e solo con familiari strettissimi separati da un vetro e con i quali si può parlare soltanto via citofono;
Cancellazione di fatto del permesso di telefonare poiché la telefonata - il cui tempo consentito dalla legge è stato dimezzato, da 10 a 5 minuti - è sostitutiva del colloquio e inoltre i prigionieri non possono telefonare a casa dei familiari ma solo nel carcere più vicino alla loro abitazione, nel quale essi dovrebbero recarsi per riceverla;
Limitazioni della possibilità di cucinare, nelle vivande da tenere in cella e ricevibili mediante i pacchi;
Censura della posta e possibilità di tenere in cella solo 3 libri; frequenti sequestri della posta, dei libri e delle riviste;
Perquisizioni frequenti sulla persona e della cella;
Le poche cose consentite spesso vengono negate con banali pretesti, cioè sono sottoposte alla discrezionalità delle guardie;
Le guardie del 41bis sono scelte e addestrate nei Gruppi Operativi Mobili (G.O.M.): per intenderci i torturatori di Bolzaneto (G8 di Genova) e responsabili di svariati pestaggi tra cui ricordiamo quello nel carcere San Sebastiano (Sassari 2000). Nondimeno sono presenti in Albania, in Afghanistan, e in altri territori di guerra con il compito specifico di strutturare le prigioni sul modello di Abu Ghraib, carcere in cui sono tuttora presenti;
Il processo in video-conferenza o “a distanza”, che nega all’imputato di essere presente ai processi che lo riguardano e, con ciò, di rivendicare la propria identità.
Servirsi del 41bis significa per lo Stato stabilire un rapporto di forza sia dentro che fuori dal carcere; oltre tutto questo modello detentivo si sta estendendo a tutto il regime carcerario. Si veda per esempio il carcere di Sulmona, che, pur non essendo regolato dal 41bis è un mattatoio in cui la quotidianità è tra le peggiori in Italia. I sette morti degli ultimi due anni ne sono tangibile dimostrazione.
In oltre, l’utilizzo sempre più frequente di capi di imputazioni quali ad esempio l’ ”associazione sovversiva” (270 bis C.P, estensione del famigerato 270 del codice fascista Rocco, del 1931, e i recenti ampliamenti portati con il “pacchetto Pisanu” fra i quali spicca il 270 sexies), la “devastazione e saccheggio” (419 C.P.) e l’estensione spropositata, mutuata dagli USA, della definizione di “terrorismo”, preannunciano una possibile estensione del campo di applicazione del 41 bis.
Una tendenza che trova ampia conferma oggi nell’uso disinvolto che lo stato fa di particolari regimi detentivi fondati sull’isolamento e la totale privazione, come l’ Elevato Indice di Vigilanza (E.I.V.).
Il cosiddetto “carcere duro”, come condizione di limitazione pressoché totale della comunicazione con l’esterno, risponde al tentativo preciso di annientare l’identità politica e sociale e la dignità del prigioniero. La minaccia della sua applicazione ha inoltre lo scopo di agire come deterrente su qualsiasi potenziale comportamento di non sottomissione: non sottomissione al rituale quotidiano di coercizione, per chi è costretto a vivere all’interno di una prigione; non sottomissione all’ordine basato sullo sfuttamento e sul controllo di massa, per chi sceglie di opporvisi attivamente all’interno della società cosiddetta “libera”.
Inoltre attraverso il metodo punizione/premio, lo stato, a prescindere da chi sia a governare, cerca incessantemente di spezzare la solidarietà tra i prigionieri, con il palese intento di spingerli alla collaborazione.

Il carcere dell’Aquila gioca un ruolo importante nella catena della tortura e dell’isolamento. In esso la legge dominante è il 41bis.
Dei 160 prigionieri lì rinchiusi, ben 130 vengono sottoposti a quel trattamento infame.
Tra questi è richiusa tuttora la prigioniera comunista Nadia Lioce. Dall’ottobre 2005 infatti il 41bis è stato esteso per la prima volta anche ai cosiddetti “reati politici”.

Per questo abbiamo deciso volantinaggi in città e davanti al carcere, mostre, assemblee e presidi. Con queste iniziative ci proponiamo di interagire con la popolazione dell’Abruzzo, in particolare coi familiari dei prigionieri, poiché essi per primi subiscono da vicino le vessazioni della galera.Queste iniziative culmineranno sabato 19 maggio con una assemblea pubblica presso il “Palazzetto dei Nobili”, in cui verranno discussi anche i punti qui soltanto accennati, e domenica 3 giugno nel concentramento alle 10 in piazza della Fontana Luminosa e dalle 13 nel presidio sotto il carcere dell’Aquila.
Queste iniziative, mirano alla costruzione di una rete di solidarietà, come presupposto per la lotta alla tortura dell’isolamento, della differenziazione, dell’annientamento, e quindi dell’istituzione carceraria nel suo complesso.

A partire dalle lotte concrete presenti in ogni ambito della vita sociale, costruiamo reti di solidarietà e lotta contro l’isolamento e ogni altra restrizione nei lager di stato, contro la guerra imperialista, lo sfruttamento, la miseria crescente.

CHE DI TRIBUNALI E GALERE
RIMANGANO SOLO MACERIE!!!!!!

Compagni e compagne contro la società carceraria

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[9 GIUGNO 2007] IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA !

NO BUSH - NO PRODI  (CORTEO NAZIONALE)

Il nemico è in casa nostra

Siamo uniti allo sdegno che un personaggio come Bush suscita in vasti strati della popolazione, un personaggio così sfrontato che è arrivato perfino a vantarsi delle stragi di Falluja condotte con le incendiarie bombe al fosforo, per le torture nel lager di Abu Graib, per il carcere di Guantanamo.

Berlusconi fu orgoglioso di essere stato invitato da Bush a Washington, Prodi è orgoglioso di aver invitato Bush a Roma sancendo e ribadendo l’alleanza politica e militare tra l’Italia e gli USA.

Bush è sicuramente la punta di lancia della nuova aggressività imperialista sul mercato mondiale, ma il nostro capitalismo, rappresentato dal governo Prodi, aderisce a questa aggressività non perché subordinato, costretto, come se fosse condizionato da cattive compagnie.

Il massimo dissenso di Prodi consiste nella richiesta di un imperialismo più policentrico (con altre potenze), dentro il quale poter meglio ridefinire le quote dei vantaggi.

Stesso discorso è da farsi in relazione all’Europa che collabora competitivamente con gli Usa tentando di costituirsi in polo alternativo in grado di sottrarre in prospettiva la leadership alla potenza imperialista oggi prevalente.

Per questo non possiamo nasconderci che

a.. -il governo Prodi conferma orgogliosamente la presenza delle “nostre” truppe specializzate in ben 24 paesi;
b.. -il governo Prodi continua la sua politica antiproletaria sulla precarietà, sul TFR, sulle pensioni, sui servizi sociali (sanità, istruzione, .) ecc..
c.. -l’Italia è uno dei “7 Grandi”, è socio cioè del club esclusivo dei paesi dominanti;
d.. -l’Italia compartecipa alle basi NATO e mantiene sue costosissime basi militari altrettanto minacciose contro i paesi che intendono sottrarsi alla rapina, nel mentre procede ad un riarmo in proprio (+13% spesa militare)
e.. -l’Italia è impegnata sia per la costruzione dell’Eurofighter (aereo europeo) che per il caccia bombardiere nucleare invisibile F 35 americano.
f.. -il capitalismo italiano gode a tutti gli effetti di manodopera a salari bassissimi nei Balcani, in Cina, in India, in Nigeria, ricatta i “propri” lavoratori con la minaccia costante di trasferire le produzioni in questi paesi, e impone condizioni capestro di lavoro agli immigrati che fuggono da quei veri e propri inferni cui esso abbondantemente contribuisce.
Bush e Prodi sono compagni di merenda: Usa e Italia sono alleati per la spartizione di quote di ricchezza mondiale insieme alle altre “Grandi”.

Non riconoscere ciò significa alimentare per l’ennesima volta l’illusione che sconfitto l’imperialismo “peggiore” ce ne sia uno “migliore” che trasforma magicamente le missioni militari in umanitarie e di pace. Vedere solo l’imperialismo Usa come la forza che condiziona il militarismo degli altri governi, significa far vedere sempre l’imperialismo in casa altrui, ma mai in casa propria, per cui significa non combatterlo nel suo complesso.

Opposizione contro tutti gli imperialismi, a cominciare da quello di casa propria

Questo è altresì il miglior sostegno per i proletari dei paesi periferici che resistono armi in pugno contro le aggressioni, in quanto dà loro un segnale internazionalista: ci sono ben altri alleati oltre una borghesia nazionale che spesso li rinchiude in un vicolo cieco rispetto alla prospettiva di una vera liberazione dal dominio capitalistico.

 

Manifestazione 9 giugno ore 15,00 P.zza Esedra - Roma

Collettivo internazionalista- Napoli - kollintern@gmail. com

Comitato di lotta internazionalista - Torino www.lottainternazio nalista.org

Corrispondenze Metropolitane - Roma - cmetropolitane@ yahoo.it

GCR - lav_com@tin. it

Pagine Marxiste - redazione@paginemar xiste.it

Red link - red_link@tiscali. it

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