Thursday, January 17, 2008

FERMIAMO L’ARROGANZA POLIZIESCA NEI NOSTRI QUARTIERI…. PARTECIPIAMO ATTIVAMENTE AL CORTEO DEL 19 A TORINO !

Torino. Dopo un “normale controllo di polizia”, Eccezionale risposta blocca C.so Regina per ore. Fuori gli sbirri dai quartieri!


 

Vanchiglia, Torino. Un normale controllo di polizia, uno come tanti, nessuno ci fa quasi più caso, assuefatti come siamo a una sicurezza che vuol dire militarizzazione. Ma una sera qualcuno non ci sta: di fronte alla normale, quotidiana arroganza di un poliziotto, un ragazzo si rifiuta di esibire i documenti e di fornire le proprie generalità. Spiazzato da tanta, eccezionale insolenza, lo sbirro non trova di meglio da fare che estrarre la sua pistola e inseguirlo, armi in pugno. Normale – si dirà – è già successo. Sì, e spesso è finita in tragedia.
Alla vista della pistola, alcuni avventori di un bar lì vicino che hanno assistito a tutta la scena decidono che questo è troppo, ed escono sulla strada per fermare il poliziotto. La gente si affaccia alle finestre, grida al poliziotto di ritirare l’arma. Di questi tempi, tutti sanno che è normale essere ammazzati da uno sbirro con smanie da sceriffo. Nel giro di pochi istanti si precipitano sul posto cinque volanti della polizia, e tre persone – due ragazzi e una ragazza – vengono fermate con l’accusa di resistenza aggravata e lesioni. Abbastanza normale, succede sempre così.
Quello che è veramente eccezionale, straordinario, è la spontanea reazione del quartiere, che dopo pochi minuti si riversa su corso Regina Margherita, per bloccarlo. L’idea è che in una città in cui è normale che uno sbirro estragga l’arma per niente, allora non può essere normale circolare tranquillamente, come se nulla fosse. Più passa il tempo, più persone accorrono al blocco (alla fine i partecipanti saranno un centinaio). Agli automobilisti viene spiegato il perché della situazione, e molti concordano con i manifestanti: la polizia sta davvero esagerando.
Nel frattempo, e sono ormai le dieci di sera, arriva la notizia che due dei tre fermati sono stati rilasciati, mentre per la ragazza il fermo si è tramutato in arresto. I manifestanti decidono allora di partire in corteo per spostare il blocco su corso San Maurizio. La polizia, che fino ad allora aveva fronteggiato i manifestanti, forse agitata dall’eccezionalità della protesta, accenna una carica. I manifestanti allora si disperdono, cogliendo l’occasione per ribaltare diversi cassonetti: dopo Napoli, pare ormai abbastanza normale agire così.
Nella fuga, un ragazzo e una ragazza inciampano e vengono fermati dalla polizia. E allora, e per la seconda volta, i manifestanti riescono a riorganizzarsi e a spostare la protesta sotto la questura di via Grattoni, per chiedere la liberazione immediata degli arrestati, per gridare che è ora di farla finita con l’arroganza della polizia.
 

Rompere il silenzio!
CORTEO Sabato 19 gennaio ore 14.00 - Piazza Castello - Torino

www.radioblackout.org/streaming  RADIO DI RIVOLTA !

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Tuesday, January 8, 2008

PARTECIPIAMO NUMEROSI AL CORTEO NAZIONALE A TORINO IL 19 GENNAIO !

La Federazione Piemonte-Lombardia del Partito dei CARC aderisce al corteo indetto dall’assemblea antifascista e antirazzista riunitasi il 19 dicembre 2007 e rilancia l’invito alla partecipazione ai lavoratori, agli immigrati, ai giovani, agli anziani, affinché si uniscano a dare vita a una mobilitazione che sia la sintesi delle mille forme di resistenza, individuale e collettiva, che quotidianamente oppongono allo sfruttamento, all’oppressione, al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro.

La classe operaia e le masse popolari di Torino hanno una gloriosa tradizione di lotte che sono state la colonna portante delle vittorie ottenute nei decenni passati del secolo scorso: dalle lotte nelle fabbriche per le otto ore di lavoro, alle lotte delle donne per l’emancipazione e il progresso sociale, dalle lotte contro il fascismo, a partire dalla Resistenza, a quelle studentesche, alla storica occupazione della FIAT che ha fatto tremare i padroni e la borghesia di tutta Europa.

Ognuna di queste lotte ha sedimentato una coscienza diffusa fra le masse che a sua volta ha alimentato la lotta di classe e la solidarietà di classe: da decenni Torino è uno dei fulcri di mobilitazione per l’emancipazione della classe operaia, da decenni è stata la città dell’immigrazione in cui i contadini del sud sono diventati operai combattivi e hanno costituito l’avanguardia di lotta che è stata da esempio per tutti gli operai italiani.

Oggi la borghesia attacca ognuno di quei diritti e quelle conquiste che sono il frutto delle lotte operaie e popolari, li vuole cancellare per eliminare i freni allo sfruttamento e per affermare la logica del profitto sopra ogni valore. Per riuscirvi deve eliminare quella coscienza diffusa, quella solidarietà di classe che sono state, e ancora sono, la principale resistenza che incontra all’attuazione del programma comune (eliminazione delle conquiste delle masse popolari nei paesi imperialisti, politica di guerra e di saccheggio nei paesi oppressi, isolamento e repressione dei comunisti) promossa dal Centro-destra come dal Centro-sinistra.

Più forti sono le radici che legano la resistenza di oggi delle masse popolari alla tradizione combattiva e alle mobilitazioni del passato, maggiori sono gli sforzi che la borghesia mette in campo per spezzarle e gli strumenti che usa sono brutali e devastanti. 

A Torino i sette operai della Thyssen Krupp morti in fabbrica in nome del profitto sono il simbolo odioso del livello a cui i padroni sono disposti ad arrivare in nome delle loro ricchezze. I loro compagni di lavoro sono i sopravvissuti testimoni di una guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia conduce contro i lavoratori. Le ronde contro gli immigrati, i pestaggi, il razzismo sono gli strumenti con cui la borghesia vuole mobilitare al suo servizio le stesse masse popolari che sfrutta, affama, uccide. I fascisti e gli squadristi sono i gendarmi senza divisa che difendono il suo ordinamento.


Il 19 gennaio partecipiamo al corteo a Torino con le parola d’ordine:

unire ogni singola lotta e ogni singola resistenza in un fronte comune di lotta contro la borghesia,

opporre all’attuazione del programma comune della borghesia la mobilitazione delle masse popolari,

rafforzare la solidarietà di classe.


CORTEO ORE 14 DA PIAZZA CASTELLO (TO) DEL 19 GENNAIO …


WWW.CARC.IT

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Wednesday, January 2, 2008

CORTEO A TORINO E BOLOGNA PER ROMPERE IL SILENZIO !

Rompiamo il silenzio!


Non può essere normale lasciarsi sfruttare per non avere nemmeno di che campare
Non può essere normale che i giornali trasudino di propaganda razzista
Non può essere normale venire ammazzati in mezzo alla strada da poliziotti troppo zelanti
Non può essere normale subire aggressioni da squadracce fasciste
Non può essere normale bombardare popolazioni inermi
Non può essere normale chiamare terrorismo il dissenso e la rabbia
Non può essere normale accettare una “sicurezza” fatta di morti sul lavoro, di raid contro i campi rom, di schedature genetiche, di deportazioni di immigrati


Scendiamo in strada per contrastare il cinismo, l’indifferenza e la rassegnazione che aprono la strada a quel totalitarismo fascista che vediamo già imporsi ovunque


CORTEO A TORINO Sabato 19 Gennaio 2008
CORTEO A BOLOGNA Sabato 9 Febbraio 2008
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Chi volesse avere delle copie del manifesto che pubblicizza congiuntamente i cortei del 19 gennaio a Torino e del 9 febbraio a Bologna, può richiederle a: bologna9febbraio@altervista.org

Per leggere, invece, l’appello per il corteo di Torino e scaricare eventuali altri manifesti consultate il sito torino19gennaio.altervista.org

www.radioblackout.org/streaming

CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE…

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