Thursday, February 14, 2008

NO! AL CONTRATTO TRUFFA DEI METALMECCANICI…… PARLIAMONE:

Febbraio 2008 - Siglata poco prima della crisi di governo, l’intesa fra i tre sindacati metalmeccanici confederali e Federmeccanica è stata raggiunta a ridosso delle mobilitazioni operaie dei giorni immediatamente precedenti a fronte della netta chiusura della più importante associazione padronale (e della Confindustria). Il governo, via ministero del lavoro, si è così inserito premendo sulle parti, con un occhio anche alla prevista trattativa sull’impianto complessivo della contrattazione che sarebbe stato difficile avviare con una vertenza metalmeccanici ancora aperta o addirittura con una rottura tra padronato e Fiom.

L’atteggiamento padronale assai duro -arrogante di fronte alla “questione salariale” pur da tutti sbandierata, e incurante perfino del clima di emozione e rabbia a seguito della tragedia alla Thyssen e dello stillicidio quotidiano di omicidi sul lavoro- ha puntato a far saltare il contratto nazionale riducendolo a mera copertura dell’inflazione programmata con mano libera sugli orari. A dar manforte innanzitutto la Cisl col segretario Bonanni: “’Il contratto nazionale è stato troppo sopravvalutato. Ha una funzione importante, ma deve servire esclusivamente a coprire i buchi determinati dall’inflazione”. Di fronte a ciò sembra, attenzione sembra, plausibile la difesa dell’intesa da parte del segretario Fiom Rinaldini come “l’unico accordo possibile…ciò che è più importante, e che va nettamente sottolineato, è che abbiamo evitato che venisse realizzato il tentativo degli industriali di far saltare il contratto”. Un compromesso, dunque: “sarebbe un errore parlare di grande successo” (IlManifesto, 22 gennaio).

I termini del “compromesso” tradotti dal linguaggio tecnico sono presto detti: maggiore flessibilità sugli orari per le imprese e due giornate di lavoro annue in più; 127 euro (lordi, al 5° livello, a regime cioè erogati completamente solo nel 2009!) in cambio di un allungamento della durata del contratto di sei mesi; praticamente nulla su precarietà e sicurezza; infine una parificazione impiegati-operai con addirittura una penalizzazione salariale per gli operai.
> Leggi il testo dell’accordo

Sembrano i termini di un cedimento, di cui si può discutere l’entità e le condizioni, ma comunque un cedimento più che un effettivo compromesso. Lo ha fatto rilevare Giorgio Cremaschi, nella discussione al c.c. Fiom che ha segnato una divaricazione interna di valutazioni, parlando di uno scambio salario/flessibilità che apre a un modello di scambio a perdere con cui la Fiom degli ultimi anni sembrava aver chiuso. (Che di questo si è trattato lo ha detto candidamente anche Epifani parlando dell’’avvio di forme di lavoro flessibile per le quali e’ stata raggiunta un’intesa senza subire pretese inaccettabili”, vedi: www.rassegna.it del 21 gennaio).

Se è così, due questioni: si è difeso effettivamente il contratto nazionale, e perché la Fiom ha accettato lo scambio?
Il presunto punto di tenuta sostenuto da Rinaldini, la difesa della contrattazione nazionale, sta o cade con la capacità di farne uno strumento di tutela reale del salario e della condizione operaia, tanto più in una situazione riconosciuta di paghe da fame e precarietà dilagante e numero pazzesco di morti sul lavoro. Oggi più di ieri, il contratto nazionale o si potenzia utilizzandolo per migliorare la condizione complessiva del lavoro o resta strumento formalmente riconosciuto ma realiter in via di progressivo svuotamento. E come ogni involucro, senza contenuto prima o poi cade. Anche e soprattutto perché non si riesce così a creare né una mobilitazione convinta tra i diretti interessati né l’interesse e l’appoggio nella società. E dire che di motivi e agganci per una battaglia più generale e radicale nella realtà italiana ultimamente non ne mancano…

Perché la Fiom non è stata in grado questa volta di tentare, almeno, questa mossa, come invece ancora recentemente con il no al pacchetto welfare (e col NoTav e prima ancora Genova…)?

Senza sottovalutare la difficoltà non da poco di scuotere una base e una società spesso passive, la pressione di una Cgil sempre più compatibilista e il rischio obiettivo di essere messi nell’angolo e non poter più contrattare (con esiti però pesanti: vedi la vicenda dei
17 turni alla Fiat Mirafiori:  analisi e interviste) - c’è però un nodo più di fondo. Quello della ineludibile trasformazione e riposizionamento di una forma-sindacato, sorta in una fase diversa, che oggi voglia rimanere conflittuale dentro la crisi sistemica della rappresentanza e quella disseminazione del lavoro sul territorio che ha fatto saltare i confini un tempo netti tra fabbrica e società. Su questo terreno -guardando ai movimenti e alle scosse profonde dentro la società e non a improbabili “sponde politiche”- andrebbe posta la battaglia di quanti, da dentro e da fuori, si oppongono alla “normalizzazione” della Fiom, se ancora è possibile…

ALTRO MATERIALE:

www.operaicontro.it
 
www.infoaut.org

www.radioblackout.org/streaming (Radio di Contro-Informa-Azione)

RICORDIAMO INOLTRE CHE STASERA ALLE 23:00 SU RAITRE SARA’ PRESENTATO IL FILM DOCUMENTARIO “IN FABBRICA” STORIE DI LAVORO E MOVIMENTO ……

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Wednesday, February 13, 2008

[TO] VAL SUSA UNA VALLE CHE RESISTE !

Febbraio 2008 Valle di Susa| Da oltre due settimane i media hanno iniziato a tessere una campagna dis-informativa sulla Valle di Susa come non accadeva da tempo. Prendendo spunto da un lavoro orchestrato dalla lobby del tav e da patetiche forme di ri-aggancio della politica istituzionale, coadiuvata dall’ingenuità (si spera) di alcuni sindaci della valle, abbiamo assistito a titoli dei tg e dei giornali del genere “i no tav pentiti” “dalle barricate al si tav per il lavoro”, “è l’ora del dialogo i no tav cambiano idea” ecc… Tutto nasce da un consiglio comunale che si è tenuto a Susa poche settimane fa dove la minoranza, interprete del malcontento di qualche imprenditore, ha convocato il consiglio per parlare di lavoro e tav, o meglio di quanto non lavoro sta generando il movimento no tav. Operazione di bassa lega ma graffiante. Dopo qualche giorno oltre a riprendere il consiglio alcuni media, nella fattispecie il tg5, confezionano un servizio che spiega attraverso le interviste mirate, di come non ci siano più no tav in Valle di Susa. Poi si arriva al Corriere della sera che entra nel dibattito intervistando alcuni sindaci e il presidente della comuntà montana A.Ferrentino che sinceramente dichiarano oggi di non voler più scendere in piazza, di preferire i tavoli del governo e dell’osservatorio, di aver commesso errori al pari del governo precedente. Salvo poi capovolgere la situazione giorni dopo dalle colonne di Liberazione dove Ferrentino torna barricadero. MIstero della politica.

Sta di fatto che un lavoro in piedi cìè e in molti ci partecipano. E il movimento? Sta a guardare? Al contrario! Con due iniziative il movimento alza la voce e lo fa prendendosi visibilità. Innanzitutto convocando un presidio in contemporanea al tavolo politico di palazzo chigi di mercoled’13 febbraio, dove una delegazione di amministratori andrà a incontrare il governo (quale?), e come vuole la tradizione in piazza a Condove i “Galli” si prepaparano; e l’altra lanciando la campagna” compra un posto in prima fila”, una sottoscrizione popolare utile a divenire proprietari (tutti insieme) dei terreni di Chiomonte (la Colombera) che secondo il tracciato presentato in sede europea dovrebber essere poi espropriati per costruire il megatunnel.

Il movimento così agisce e reagisce, come sempre, tornando a muovere la differenza e la contrapposizione, dimostrandosi radicato e radicale, aspettando le elezioni dopo aver visto passare l’ennesimo govewrno di turno senza impiantare un cantiere.
 

INFO DALLA RETE: WWW.INFOAUT.ORG

DIRETTE ED AGGIORNAMENTI RADIO: www.radioblackout.org/streaming

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Tuesday, February 5, 2008

BOICOTTA LA FIERA DEL LIBRO 2008 A TORINO …..

BOICOTTA LA FIERA DEL LIBRO 2008! Occupata la sede della Fondazione_(video conferenza stampa)

|TORINO 5.2|Contro la presenza di Israele come paese ospite alla Fiera del libro di Torino è stata occupata questa mattina la sede della segreteria organizzativa in via Santa Teresa 15 a Torino. Una ventina di compagni e compagne del network antagonista Torinese è entrato negli uffici della Fondazione intorno alle 11.00 occupandoli, esponendo striscioni e bandiere della palestina fuori daile finestre. Le forze dell’ordine sono intervenute bloccando l’accesso ai giornalisti, invitati per una conferenza stampa. L’occupazione si è infine conclusa alle h 13.30 con una conferenza stampa nella stada antistante la sede della Fondazione.


>>> Ascolta l’intervista con Davide (csoa Askatasuna)

La richiesta è di annullare l’invito ad Istraele come paese ospite alla Fiera , ed è stata lanciata la campagna di boicottaggio e mobilitazione che vedrà:


- UN CORTEO NAZIONALE IL 29 MARZO PER RICHIEDERE LA REVOCA DELL’INVITO AD ISRAELE

- UN CONVEGNO SUL SIONISMO E LA NAKBA DEL 1948 IL 9 MAGGIO
- UN CORTEO NAZIONALE IL 10 MAGGIO IN SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO PALESTINESE
- UN SALONE ALTERNATIVO DOVE VERRANNO OSPITATI GLI EDITORI SENSIBILI ALLA LOTTA PALESTINESE, CON EVENTI, CONFERENZE E DIBATTITI
- BOICOTTAGGIO E AZIONI DI DISTURBO DELLA FIERA


>>> Guarda il video dell’occupazione e della conferenza stampa


ASCOLTA E SOSTIENI RADIO BLACKOUT www.radioblackout.org/streaming

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Sunday, February 3, 2008

SIAMO SEMPRE SOVVERSIVI ! SUL CORTEO DI COSENZA:

Cosenza - 2 febbraio 2008| Una giornata faticosa, un corteo che ha visto sfilare per le vie di Cosenza oltre diecimila persone arrivate per portare solidarietà ai tredici compagn* sotto processo per propaganda e associazione sovversiva. La requisitoria del pm Fiordalisi, pur nel suo straparlare, ha avuto il merito di far questo, cioè di riportare a convergere nella città calabrese i tanti percorsi sgretolatosi con la fine dell’esperienza della Rete meridionale del Sud Ribelle..

Risposte: da Cosenza, dal sud Italia

Era ben immaginabile che non si sarebbe ripetuta la giornata del 23 novembre 2002, quando più di centomila persone provenienti da tutt’Italia riempirono Cosenza di solidarietà per i venti compagn* arrestati e rinchiusi nelle carceri speciali; per quest’oggi si attendeva la risposta del sud, delle realtà che allora fecero parte della Rete meridionale ma anche di coloro (i più giovani) per cui la Rete meridionale del Sud Ribelle, nonostante la sua ineccepibile importanza, è già storia.
Questa risposta è arrivata: pullman e macchine sono arrivate da ogni parte del sud Italia, non hanno mancato l’appuntamento. Primo passo di una vociata ricomposizione delle realtà meridionali, le quali hanno pagato dazio il dopo 2001 e che ora sembrano scosse da una nuova linfa, improntata alla difesa dei territori.
A manifestazione appena iniziata, la risposta della città cosentina sembrava la variabile mancante, ma con il proseguimento del corteo la gente si è aggregata al fiume di persone, tornando a difendere i “suoi ribelli” di un tempo, tenedo i negozi aperti nonostante le isterie paventate, salutando il corteo dai bordi delle strade e dai balconi.

In oltre diecimila in corteo!

Il corteo per il Sud Ribelle è stato aperto dal Coordinamento Liberi Tutti, con i tredici compagn* imputati in prima fila, come per i venticinque di Genova nel novembre 2007. Subito dopo l’area antagonista, massicciamente presente in piazza con lo stesso striscione portato a Genova, come simbolo della continuità delle resistenze, dell’esser parte della stessa storia. Corteo composto, nella sua parte maggiore, da realtà dell’autorganizzazione, centri sociali, comitati popolari, sindacati di base, oltre che dalle non inosservate presente di Oreste Scalzone, Haidi Giuliani, Silvia Baraldini, Vincenzo Miliucci, Giorgio Cremaschi.
Le note degne di essere valorizzate sono sicuramente quelle riguardanti l’enorme presenza giovanile all’interno del corteo, somiglianza anche questa comune con la manifestazione genovese del 17 novembre, e la marcata partecipazione dello spezzone ultras del Cosenza Calcio, da sempre parte integrante delle vicende politiche e sociali della città. In antitesi a quanto appena detto, vi è l’innegabile marginalità riservata ai partiti della cosidetta sinistra radicale, relegata al fondo del corteo, ad emblema della siderale distanza che la separa dai movimenti.

Deviazione degli ultras: contestata la questura

Ultras protagonisti anche di una deviazione del percorso, effettuata per poter raggiungere e contestare gli uffici della questura di Cosenza, a fronte della mano dura con cui gli ultras debbono rapportarsi da tempo. Per ultima la provocazione arrivata con una (falsa) chiaccherata diffida del Cosenza Calcio da parte dell’Osservatorio del Viminale a causa della politicità della curva cosentina, motivata dalla promozione del corteo del 2 febbraio tramite lo speaker dello stadio e dall’esibizione di uno striscione in curva durante la partita con la Rosarnese (“Genova 2001 - Cosenza 2008 Chi semina repressione raccoglie ribellione”).

“Siamo sempre sovversivi!”

Il corteo per il Sud Ribelle è andato poi concludendosi nel centro storico di Cosenza, contrattato ed ottenuto a manifestazione iniziata, a piazza della Prefettura, dove si sono susseguiti vari interventi dal palco preparato, per l’occasione, dal Coordinamento Liberi Tutti.
Pur nel silenzio generale dei media mainstream, il corteo cosentino ha saputo convogliare su di se quelle istanze di solidarietà e rivendicazione capaci di mettere in un angolo le farneticazioni del pm Fiordalisi, ribadendo quel “siamo sempre sovversivi!” necessario per costruire altre Napoli, altre Genova.

InfoAut



RASSEGNA DIGITALE

14:30 - I compagn* cominciano a riempire piazza Zumbini, stanno arrivando ancora i pullman e le macchine delle realtà e delle persone che arrivano da fuori. Per il momento ci sono almeno duemila persone, ma l’affluenza è continua e la sensazione è quella che i numeri siano destinati a salire.

15:00 - Radio Ciroma ha iniziato le dirette con il corteo, si susseguono gli interventi di esponenti vari dai microfoni, i corrispondenti dalla piazza aggiornano sulla situazione. Segnalata una grande partecipazione da fuori Cosenza.
>>> ascolta la diretta del corteo in steaming

15:30 - Il corteo sta per partire, apre lo striscione che riporta le parole d’ordine di sempre: “Siamo sempre sovversivi! Liberi tutti!”. Le persone in piazza sono cinquemila per il momento, ma sembra che possano aumentare perchè l’affluenza è continua. Presenza massiccia del centro e del sud Italia. La composizione del corteo è marcatamente giovanile, come già avvenuto a Genova lo scorso 17 novembre 2007. Dietro lo spezzone del Coordinamento Liberi Tutti, segue l’ingente spezzone antagonista, arrivato a Cosenza con lo stesso striscione genovese: “Genova - Cosenza, i processi non ci fermano!”. Buona la partecipazione degli studenti cosentini, grandissima la presenza dello spezzone ultras del Cosenza, il quale è aperto dallo striscione “Negli stadi, nelle carceri, nelle strade, chi semina repressione raccoglie intifada!”. Netta anche la distanza tra movimenti e partiti, soprattutto della sinistra radicale, relegati al fondo del corteo.
>>> ascolta la diretta con Gianluca di InfoAut da piazza Zumbini

15:45 - Partito il corteo da piazza Zumbini.

16:15 - Confermati i numeri, almeno cinquemila le persone in piazza. Dai primi commenti che arrivano dalla piazza sembra che a mancare sia un pò la città, quella cittadinanza che si riversò nelle strade insieme ai compagn* dopo gli arresti del novembre 2002.

16:45 - Le corrispondenze di Radio Ciroma sostengono che il corteo abbia raggiunto le diecimila presenze, il quale intanto è arrivato in via degli Alimena, cioè a metà del corteo.

16:52 - Il corteo arrivato, come detto, a metà del percorso, supera le diecimila persone. E’ un corteo determinato e partecipato, aperto dai trecidi compagn* sotto processo, i quali sono nello spezzone del Coordinamento Liberi Tutti. La città, contrariamente a quel che si diceva in apertura, ha lentamente risposto, ed il crescendo costante dei numeri lo testimonia.

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17:10 - Lo spezzone ultras della curva del Cosenza ha fatto una deviazione rispetto al percorso autorizzato, per andare a fare una constestazione sotto gli uffici della questura cosentina, protagonista di un attacco perpetuo contro gli ultras tramite diffide e arresti. Ultima provocazione quella della velina circolata la scorsa settimana circa una presunta diffida dell’Osservatorio del Viminale nei confronti del Cosenza Calcio perchè avente una “curva politica”; il tutto si è rivelato una bufala.
>>> ascolta l’intervista di Gianluca di InfoAut con Gaetano degli ultrà cosentini

>>> per saperne di più della falsa diffida:

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17:45
- Mentre il corteo si avvia a prendere il suo tragitto conclusivo, arriva la notizia del cambio di percorso che la manifestazione farà, in quanto è stato concesso il centro storico come luogo di conclusione. Il corteo, a due ore dal suo inizio, è ancora combattivo e vivace, la città di Cosenza ha risposto bene nonostante le paure millantate da media e questura, i negozi sono aperti e chi non è all’interno del corteo lo segue ai lati della strada.

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18:15 - Gli oltre diecimila partecipanti al corteo in solidarietà con gli imputat* della Rete meridionale del Sud Ribelle stanno progressivamente entrando all’interno del centro storico di Cosenza.

19:00 - Il corteo di Cosenza si è concluso nel centro storico della città calabrese, tra un’ora prenderanno il via i concerti organizzati dal Coordinamento Liberi Tutti in piazza Arenella.

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E’ agli sgoccioli l’inizio del corteo per il Sud Ribelle a Cosenza. Corteo lanciato dal Coordinamento Liberi Tutti, che ha raggiunto innumerevoli adesioni, soprattutto a livello meridionale, in particolar modo da quelle realtà che presero parte alla Rete meridionale del Sud Ribelle. Non mancano nemmeno le adesioni a livello nazionale e internazionale, tra le quali spicca anche quella del premio Nobel per la pace Perez Esquivel. L’accusa mossa dal pm Fiordalisi contro la Rete meridionale del Sud Ribelle è associazione e propaganda sovversiva, sono tredici i compagn* sotto processo. Il 23 novembre 2002, qualche giorno dopo gli arresti, furono oltre centomila le persone che scesero in piazza a Cosenza, con “Siamo tutti sovversivi!” come parole d’ordine; oggi, si è richiamati a scendere in piazza, al fianco degli imputat*, in difesa di quella che è stata l’esperienza del Sud Ribelle per tutto il sud Italia, rivendicando Napoli e Genova: contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale!


per info sul corteo: www.cosenza2febbraio.org
per seguire il corteo su Radio Ciroma 105.7 fm: www.ciroma.org

PER AGGIORNAMENTI ULTERIORI: www.radioblackout.org/streaming

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ROMPIAMO IL SILENZIO IL 9 FEBBRAIO TUTTI/E A BOLOGNA !

Rompere il silenzio!

CORTEO NAZIONALE

Sabato 9 febbraio

Bologna

Contro una sicurezza fatta di morti sul lavoro,
di violenza poliziesca,
di guerra contro popolazioni inermi,
di deportazioni di immigrati e propaganda razzista,
di repressione spietata del dissenso e del “diverso”.

Un’occasione importante per riportare
la “questione sicurezza” nei suoi termini reali.

Una possibilità di riaffermare con forza
la volontà di difendere gli spazi in cui agire e il dissenso
messi pesantemente in discussione
dalla repressione delle istituzioni.

PER LE DIRETTE DEL 9 FEBBRAIO DAL CORTEO DI BOLOGNA
IL CONSIGLIO E’ DI RIMANERE ATTACCATI ALLE FREQUENZE
DI RADIO BLACKOUT, PER LO STREAMING:
www.radioblackout.org/streaming

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