Wednesday, May 28, 2008

[TORINO] SABATO 31 CORTEO CONTRO I C.P.T. !

Sabato giornata contro i CPT

Torino
Sabato 31 Maggio 2008

Corteo da Piazza Sabotino

Chiudere i CPT!

Organizzato da
http://www.csoagabrio.info/Public/Default.aspx?IDSito=0

concentramento Ore 15:00.

Alla stessa Ora:

Presidio Solidale sotto il CPT Lato C.so Brunelleschi
Organizzato dall’Assemblea Permanente Antirazzista di Torino, in attesa dell’arrivo dei Manifestanti del corteo.

Fermiamo i Nuovi Lagher!

FUOCO AI C.P.T.!

www.informa-azione.info

www.radioblackout.org/streaming

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Sunday, May 25, 2008

[RICEVIAMO CON PREGHIERA DIMASSIMA DIFFUSIONE] APPELLO ALLA MOBILITAZIONE A TORINO !

Tentativo di fuga finisce con il solito pestaggio

Da voci di strada abbiamo appreso che sempre tra ieri e l’altro ieri, un giovane marocchino ha tentato di fuggire dal Cpt di corso Brunelleschi(Torino). Riacciuffato, è stato caricato di botte e ricoverato all’ospedale.

Related Link: http://www.autistici.org/macerie/

MOBILITAZIONE OGGI DALLE 17:30 IN AVANTI SOTTO IL CPT DI CORSO BRUNELLESCHI A TORINO !

PER LA CHIUSURA TOTALE DEI CPT!


www.radioblackout.org/streaming

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APPELLO PER L’UNITA’ DEI COMUNISTI RIVOLUZIONARI:

E’ fallita la sinistra riformista e governista.
Tutte le costituenti proposte oggi rilanciano l’idea di un governo con la borghesia e col Pd.
Serve l’unità dei comunisti: ma non per tornare al governo coi padroni.
Costruiamo una sinistra comunista e rivoluzionaria.

MAI PIU’ AL GOVERNO CON I PADRONI!
E’ fallita la sinistra riformista e governista
Costruiamo una sinistra comunista e rivoluzionaria

appello per una costituente dei comunisti rivoluzionari

Chi promuove o aderisce a questo appello ha provenienze e collocazioni differenti: siamo militanti, attivisti e sostenitori di organizzazioni politiche comuniste e del sindacalismo di classe. Diversa è anche la valutazione che facevamo, prima delle elezioni del 14 aprile, sulla possibilità o meno di condizionare a sinistra il governo Prodi. Oggi ci ritroviamo tutti d’accordo su alcuni elementi essenziali di bilancio necessari per un rilancio dei comunisti.

1) BILANCIO DELLA PARTECIPAZIONE DEI COMUNISTI AL GOVERNO PRODI
Due anni di partecipazione dei partiti più grandi della sinistra al governo Prodi ha portato a un peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, dei giovani, degli immigrati. Il potere d’acquisto dei salari è diminuito; le condizioni di lavoro nelle fabbriche sono peggiorate e per questo continua a crescere il numero dei morti sul lavoro; il lavoro precario è diventato la condizione abituale per milioni di giovani; l’età pensionabile è stata aumentata e ora si preparano a distruggere il contratto nazionale di lavoro. I Cpt non sono stati chiusi e anzi sono state promosse politiche dal chiaro segno razzista, inseguendo sul terreno della cosiddetta “sicurezza” la destra reazionaria, con caccia a Rom e rumeni. Le spese militari sono aumentate, con il via libera al Dal Molin e si è avuta un’accelerazione nelle privatizzazioni dei servizi, nello smantellamento della scuola pubblica, nella devastazione del territorio per favorire gli affari delle imprese. Gli unici a guadagnarci sono stati i padroni, che hanno moltiplicato i profitti, hanno ricevuto miliardi dalle casse pubbliche e attuato il loro programma nell’assenza di una reale mobilitazione di opposizione dei lavoratori, anche grazie alla presenza al governo dei partiti della Sinistra Arcobaleno, che hanno persino rinunciato ai simboli storici del movimento operaio, alla falcemartello.
Alla fine di due anni di partecipazione di Prc e Pdci al governo, infine, Berlusconi ha vinto per la terza volta e la sinistra non ha più nessuna rappresentanza parlamentare.

2) VA FATTO UN BILANCIO STORICO: E’ FALLITA L’IPOTESI DI UN GOVERNO COMUNE DI PADRONI E LAVORATORI
Alcuni di noi (non tutti) ci avevano creduto. Avevano creduto, cioè, che fosse possibile esercitare una pressione su un governo che (ne eravamo consapevoli dall’inizio) non era nostro. Ma la pressione di Rifondazione e Pdci -se c’è stata- non ha portato ad alcun effetto e viceversa abbiamo pagato la presenza al governo con la rinuncia a costruire lotte contro il governo che sostenevamo. Ora siamo tutti d’accordo nel dire che è necessario fare un bilancio complessivo che vada oltre questa esperienza di due anni, che guardi a tutta l’esperienza storica del movimento operaio. Riconosciamo che in tutta la storia degli ultimi due secoli non si è dato un solo esempio in cui un governo comune di padroni e operai abbia portato benefici, seppure minimi, agli operai. Ogni volta, anzi, i lavoratori hanno subito i costi dei “risanamenti” del capitalismo, perso al governo le conquiste che avevano strappato con le lotte e si sono allontanati ulteriormente da una prospettiva di alternativa di potere e di società.

3) TUTTE LE COSTITUENTI PROPOSTE OGGI RILANCIANO L’IDEA DI UN GOVERNO CON LA BORGHESIA E IL PD
E’ sulla scorta di questo bilancio che soppesiamo tutte le proposte che oggi vengono avanzate da più parti per risolvere la crisi drammatica della sinistra.
C’è chi, come Bertinotti e Vendola, propone una “costituente della sinistra” che superi il comunismo e dia vita, nei fatti, a una forza socialista. C’è chi, come Ferrero e Grassi, propone di rilanciare Rifondazione Comunista. C’è chi, come Diliberto e Giannini, propone una “costituente dei comunisti”. Si tratta di proposte diverse ma accomunate da uno stesso riferimento di fondo: l’idea che si debba, prima o poi, tornare a governare con la borghesia “progressista”, col Pd di Veltroni e D’Alema, nazionalmente come nelle giunte locali.
Gli stessi dirigenti che hanno promosso la “costituente dei comunisti”, al di là di un richiamo a nomi e simboli che pure noi rivendichiamo, hanno infatti subito accolto con entusiasmo le recenti aperture di D’Alema al rilancio di un’alleanza di governo tra il Pd e i partiti della sinistra.

4) SERVE L’UNITA’ DEI COMUNISTI: MA NON PER TORNARE AL GOVERNO COI PADRONI
Molti compagni davanti a questa ennesima sconfitta della sinistra sostengono la necessità di ritrovare l’unità e in primo luogo l’unità dei comunisti. Pensiamo che sia giusto. Ma crediamo che non sia possibile costruire questa unità rimuovendo il bilancio di questi due anni, ignorando il bilancio storico di tutte le esperienze di governo, continuando a governare oggi in tante città con il Pd e rilanciando questa stessa prospettiva di governo comune nazionalmente. Ai dirigenti che invocano “l’unità dei comunisti” va detto: noi siamo d’accordo, serve l’unità di classe, ma allora impegnatevi da subito a non sostenere mai più un governo con i banchieri.
Noi, firmatari di questo appello, partiamo da posizioni programmatiche differenti e oggi militiamo in organizzazioni diverse. Non pensiamo che questo ci impedisca di discutere e di fare questa discussione senza interrompere la battaglia di opposizione contro il nuovo governo Berlusconi. Ma siamo convinti che per fare tutto questo sia necessario partire almeno da una certezza comune: mai più al governo con i padroni!

5) COSA PROPONIAMO
A tutti i militanti e gli attivisti -ovunque collocati, politicamente e sindacalmente- ai tanti compagni senza tessera e a tutte le organizzazioni e comitati che condividono questo punto di partenza -mai più al governo con i padroni, nelle città come nazionalmente- proponiamo di sostenere questo appello, di diffonderlo e raccogliere attorno ad esso nuove adesioni. Sappiamo che l’idea dell’autonomia dalla borghesia e l’opposizione di classe ai suoi governi non è di per sé sufficiente per costruire quel nuovo partito comunista radicato e di massa di cui c’è bisogno. Ma si tratta -di questo siamo convinti- del punto di partenza obbligato per delimitare un campo comune di discussione che, pur senza avere la pretesa di annullare d’incanto le differenze, ci consenta di non partire da un terreno che già sappiamo fallimentare, quello governista, per evitare di ricadere subito nella stessa sconfitta.
Vogliamo organizzare in ogni città banchetti per promuovere questa prospettiva, raccogliere adesioni a questo appello, indire assemblee pubbliche in vista di una assemblea nazionale da organizzare in autunno, in un intreccio stretto tra una discussione in cui ogni singolo o organizzazione intervenga con il proprio punto di vista e la lotta unitaria contro Berlusconi.
Se saremo riusciti in questo lavoro, raccogliendo forze e approfondendo intanto tra noi la discussione, potremo poi fare un passo avanti reale nella costruzione di una nuova unità dei comunisti su basi chiare, in una costituente dei comunisti rivoluzionari che abbia come baricentro le lotte ma che non escluda la possibilità di presentare alle prossime scadenze elettorali (a partire dalle europee) una lista unitaria con la falcemartello e che miri a costruire quel partito comunista che oggi ancora non c’è, un partito che lotti per un’alternativa vera al capitalismo.

Promotori - primi firmatari
Mino Capettini - Direttivo Regionale lombardo Cub Trasporti (Promotore dello sciopero ad oltranza dei lavoratori dei trasporti di Milano del dicembre 2003)
Enzo Caccese - Operaio, Rsu Filtea Cgil, Gruppo Safilo (Venezia)
Domenico Petruzzelli - Presidente Movimento disoccupati di Bari
Claudio Signore - Delegato Rsu ATM Milano (Promotore dello sciopero ad oltranza dei lavoratori dei trasporti di Milano del dicembre 2003)
Cesare Castellani - Comitato operaio contro l’amianto (Latina)
Claudio Onorato - Comitato operaio contro l’amianto (Latina)
Patrizio Cacciotti - Dir. Naz. Rdb Cub
Giorgio Silvestrini - Megafono Rosso - per l’Unità degli studenti in lotta
Stefano Morini - Operaio Fincantieri, Fiom Cgil (Ancona)
Giovanna Bosco - Insegnante, Rsa Cgil Flc (Salerno)
Orlando Micucci - Dipendente pubblico (Ancona)
Cassandra Steca - Collettivi studenti medi (Fermo)
Stefano Bonomi - Collettivo Valseriana antifascista (Bergamo)
Oltjon Collaku - Comitato Via le truppe - campagna europea per il ritiro delle truppe
Nicola Filannino - Coordinamento prov. per la ripubblicizzazione dell’acqua (Barletta-Adria-Trani)
Maurizio Torelli - Operaio Biesse, ex membro del direttivo Fiom Cgil (Pesaro)

per adesioni o informazioni:
appello@costituenterivoluzionaria.org
www.costituenterivoluzionaria.org

Related Link: http://www.costituenterivoluzionaria.org
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Tuesday, May 13, 2008

MOBILITAZIONE NAZUIONALE ANTIFASCISTA A VERONA !

17 Maggio 2008

Stazione (Verona) Porta Nuova ore 15.00: MANIFESTAZIONE: “Nicola è ognuno di noi!”



Alle cittadine e ai cittadini veronesi
alle ragazze e ai ragazzi,studentesse e studenti,
i primi ad essere coinvolti in questa tragedia,
alle migranti e ai migranti, i nuovi cittadini,
che conoscono bene parole come intolleranza e razzismo,
alle tante realtà formali ed informali
che da tutta italia hanno espresso indignazione e solidarietà

Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE

concentramento Stazione Verona Porta Nuova ore 14.00
partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00

AGGIORNAMENTI E DIRETTE SU www.radioblackout.org/streaming

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Saturday, May 3, 2008

10 MAGGIO - A TORINO MOBILITAZIONE NAZIONALE PER LA PALESTINA !

Gaza collasserà – ha dichiarato il presidente del Comitato popolare contro l’assedio, Jamal al-Khoudari – e questo è colpa del mondo intero. Si devono intraprendere azioni immediate per esercitare pressioni sull’occupazione, affinché si ponga fine alla crisi”.

La situazione in cui versa la popolazione palestinese si aggrava di giorno in giorno: dall’assedio/embargo contro la striscia di Gaza alle incursioni aeree e di terra dell’esercito israeliano in tutti i territori occupati, dalla costruzione del Muro dell’Apartheid alle condizioni di vita dei profughi e dei palestinesi residenti in Israele, le autorità israeliane commettono continui crimini di guerra e contro i diritti civili, ignorando decine di risoluzioni dell’ONU e costringendo milioni di persone in condizioni di vita disastrose.
Ogni giorno i soldati ai Check-Point impongono umiliazioni ad anziani, donne e bambini, riducendo il tempo quotidiano a disposizione dei palestinesi per lavorare, studiare, fare politica, progettare il futuro. La penuria e in molti casi l’assenza di viveri e combustibile produce una situazione di povertà intollerabile, mentre le condizioni igieniche nei campi profughi continuano ad essere raccapriccianti.
Israele attua un vero e proprio politicidio – il tentativo di distruggere la soggettività sociale e politica stessa palestinese, anche con episodi di pulizia etnica – nei confronti di una popolazione smembrata, umiliata, oppressa, occupata. Ai palestinesi viene impedita ogni forma di organizzazione e di resistenza, di dissenso e di manifestazione. E’ sufficiente la protesta più pacifica perché l’esercito usi i lacrimogeni o spari sulla folla, mentre ogni azione militante viene punita con rappresaglie di massa. E’ la contabilità macabra e razzista delle guerre del XXI secolo: per un morto o un prigioniero israeliano dovranno morire o essere arrestati centinaia di palestinesi o libanesi.

In questo contesto di brutale prevaricazione, le istituzioni internazionali tacciono, la stampa dei paesi occidentali censura e minimizza, i governi europei e nordamericani stipulano e rinserrano alleanze economiche, diplomatiche e militari con i governi israeliani. Neanche le armi non convenzionali e le scandalose distruzioni causate dalla guerra contro il Libano del 2006 impedirono a tutti i governi del G8 di proclamare la loro fedeltà all’alleato di ferro in medioriente.
Secondo la stessa logica, le istituzioni italiane si schierano apertamente ad ogni livello: dal Presidente della Repubblica ai governi di questi anni, dalle istituzioni locali a quelle militari o commerciali, l’alleanza strategica con Israele non viene mai messa in discussione, nonostante il tributo di sangue della popolazione palestinese. Da Silvio Berlusconi a Walter Veltroni, da Sergio Chiamparino a Giuliano Ferrara, da Gianfranco Fini ai principali giornalisti televisivi e della carta stampata, nessuno si sottrae al rito della solidarietà incondizionata alle politiche del grande alleato, rinnovato anche dalla parte più conformista del ceto intellettuale; e un Berlusconi raggiante per la vittoria elettorale annuncia che il primo viaggio diplomatico del nuovo governo avrà come meta Israele.

Come se non bastasse, in quest’anno in cui i palestinesi vivono il lutto nel presente e nella memoria – il sessantesimo anniversario della guerra del 1948 – una delle più grandi iniziative culturali d’Europa, la Fiera internazionale del libro di Torino, sceglie di invitare Israele come “ospite d’onore”, come ha già fatto quella di Parigi. Nonostante gli appelli internazionali di scrittori e intellettuali di tutto il mondo, molti dei quali palestinesi ed anche israeliani, a revocare questo invito e a chiedere di sostituirlo con la dedica a una pace giusta, il Comune di Torino ha voluto confermarlo.
Una scelta precisa, una scelta politica, una scelta di parte: non solo per quello che succede oggi in Palestina, ma perché il ricordo degli eventi del 1948 si risolve in una “celebrazione” della Nakbah, la “catastrofe” per il popolo palestinese. 850.000 profughi in fuga, 531 villaggi distrutti, decine di migliaia di morti, e un immane lascito di sangue e violenza. In molti hanno chiesto, esterefatti, dalle società arabe e di tutto il mondo: che cosa c’è da celebrare, da “mettere in vetrina”, da festeggiare?

In questo mondo di guerra globale permanente anche la cultura è militarizzata, anche gli scrittori devono indossare l’elmetto: è il prezzo che chiedono le istituzioni politiche dei paesi in guerra in cambio di carriera, fama e denaro. Ma per i senza fama e i senza denaro, per i senza terra e i senza pace, quale ospitalità, quale onore? Per la memoria dei vinti, dei perseguitati e degli oppressi, in Palestina come in tutto il mondo, quale scranno è stato allestito?
Ancora una volta spetta ai movimenti sociali e internazionalisti, ai semplici cittadini, ai lavoratori e agli studenti, anche su sollecitazione degli appelli che giungono dalla Palestina, prendere parte per chi subisce la barbarie della guerra e le infamie del dominio globale capitalista. Per questo è ora di scendere in piazza a Torino e raggiungere con la nostra protesta il Lingotto, sede della Fiera del libro, per pretendere:

– La fine dell’embargo israeliano e delle sanzioni USA e UE contro la striscia di Gaza
– La fine dell’occupazione militare dei territori
– La distruzione del Muro dell’Apartheid
– Il rispetto della dignità e dei diritti dei palestinesi che vivono all’interno dei confini israeliani
– Il diritto al ritorno di tutti i profughi
– La liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi

Nel denunciare inoltre le politiche autoritarie e militariste di Israele, e le difficoltà che in quel paese incontrano coloro che fanno propria una cultura politica o una memoria storica differente da quella ufficiale, manifestiamo per:

– La fine dell’alleanza diplomatica, economica e militare tra Italia e Israele
– Politiche culturali che accolgano la memoria e le ragioni degli oppressi e la critica degli oppressori
– La piena agibilità politica, in Israele, per i movimenti contro la guerra e l’occupazione
– La piena ed effettiva libertà di ricerca storica nelle università israeliane
– La liberazione di tutti i renitenti israeliani alla leva militare

ISRAELE NON È UN OSPITE D’ONORE!
PALESTINA LIBERA!

CONCENTRAMENTO CORSO MARCONI
TORINO – H 14
10 MAGGIO 2008

Assemblea Free Palestine – Torino
Forum Palestina
Unione Democratica Arabo Palestinese – Italia
International Jewish Solidarity Network
Network Antagonista Torinese
Csoa Askatasuna - Torino
Csa Murazzi - Torino
Collettivo universitario autonomo - Torino
Collettivo studenti autorganizzati - Torino
Comitato di solidarietà con il popolo palestinese – Torino
Comitato Ricordare la Nakbah
International Solidarity Movement – Italia
Rdb – Cub
Confederazione Cobas
Sinistra Critica
Csoa Gabrio - Torino
Partito Comunista dei Lavoratori
Circolo Internazionalista del Lavoratori – Torino
Comitato 18 Giugno – Torino
Partigiani della pace – Torino
Laboratorio occupato del precariato sociale Crash! – Bologna
Movimento Autorganizzato Occupazioni – Bologna
Collettivo universitario autonomo – Bologna
Cso Ex Carcere – Palermo
Collettivo universitario autonomo – Palermo
Csa Dordoni – Cremona
Collettivo autonomo modenese
Comitato con la Palestina nel cuore – Roma
Centro culturale internazionale Casa della pace – Roma
Cpo Rialzo – Cosenza
Csoa A. Cartella – Reggio Calabria
Universitari in movimento – Bari
Gabbiotto Infoshop – Bari
Coa Transiti – Milano
Assemblea milanese per il boicottaggio del salone del libro di Torino
Social Forum Cecina – Livorno
Spazio Antagonista Newroz – Pisa
Associazione Zataar – Genova
Associazione amicizia Sardegna Palestina
Comitato Palestina – Bologna
Associazione di Amicizia italo-palestinese onlus – Firenze
Associazione di Amicizia Italia-Palestina – Brescia
Laboratorio politico “Resistenza universitaria” – Roma
Collettivi universitari – Firenze
Cpa Firenze sud
Rete degli studenti medi – Firenze
Associazione Amicizia Italia-Palestina – Firenze
Pmli – Biella
Network autorganizzato – Napoli
Circolo Internazionalista – Napoli
Csoa Terra Terra – Napoli
Collettivo studentesco dell’Orientale – Napoli
Vesuvio zona rossa – Napoli
Action – Roma
ASP Associazione Svizzera Palestina
Associazione Ghassan Kanafani – Lucca
Associazione I Mediterranei – Milano
Associazione Michele Mancino – Roma
Associazione politico-culturale L´altra Lombardia – Su la testa
Associazione Wael Zwaiter
Carc
Centro di Iniziativa Popolare – Roma
Centro popolare occupato La Fucina - Sesto S. Giovanni
Centro sociale Vittoria – Milano
Circolo Arci Agorà – Pisa
Collettivo 20 luglio – Palermo
Comitato di solidarietà internazionalista Dino Frisullo
Comitato di sostegno alla resistenza palestinese – Versilia
Comunità araba – Napoli
Comunità Palestinese di Roma e del Lazio
Coordinamento di solidarietà con l’intifada – Palermo
Coordinamento per l’unità dei comunisti
Coordinamento toscano di solidarietà con la Palestina
Corrispondenze metropolitane – Roma
Gruppo di sostegno al popolo palestinese - Massa e Carrara
Infopal (redazione)
Libreria Gramigna – Catania
Lotta e unità per l’organizzazione proletaria
Militanz CdP – Napoli
Progetto “la Sicilia con la Palestina”
redazione de L’Ernesto
redazione di Resistenze.org
Redazione di Salento Che Fare
Rete dei Comunisti
Rete nazionale Disarmiamoli!
Rete No War Roma e Lazio
Salaam, ragazzi dell’Olivo – Trieste

Per adesioni: adesioni10maggio@infoaut.org


www.infoaut.org

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