Tuesday, December 9, 2008

CONTINUANO GLI SCONTRI IN GRECIA, LA RIVOLTA SI STA’ ESTENDENDO ANCHE NEI PAESI PIU’ PICCOLI ED OPERAI !

Proseguono le proteste ed i riot, soprattutto nella capitale: notte di fuoco di fronte al Politecnico e scontri dinnanzi al Parlamento. Una grande folla partecipa al funerale di Alexis nel quartiere Paleo Faliro di Atene

Le manifestazioni e gli scontri della giornata di ieri ad Atene, continuati fino alla sera, hanno avuto un seguito anche in nottata: una molotov è stata lanciata contro un negozio di informatica, il che ha causato un incendio; scontri vi sono stati di fronte al Politecnico, dove decine di poliziotti in assetto anti-sommossa hanno cercato di respingere con gas lacrimogeni gli attacchi degli studenti asserragliati all’interno dell’edificio.

Anche questa mattina nel quartiere Exarchia di Atene sono continuati i raffronti tra studenti e polizia, lo stesso si è dato innanzi al Politecnico, da dove è poi partito un corteo di studenti e professori per chiedere giustizia per Alexis. La manifestazione, che contava 3000 persone, ha attraversato le vie centrali della capitale e si è diretta al Parlamento greco, davanti al quale gli studenti si sono fronteggiati con la polizia, inneggiando scontri e bersagliando i cordoni con pietre, ortaggi e vernice. Anche a Salonicco gli studenti si sono riversati nelle strade, 2mila persone hanno partecipato al corteo.

Nel frattempo sono saliti a 176 gli arresti eseguiti in questi giorni. Il governo, riunitosi nella serata di ieri ed in seguito alle consultazioni con il presidente della Repubblica tenutosi questa mattina, ha annunciato mano dura e che non si lascerà piegare dai disordini, il che è un altro segno di come la compagine governativa sia in estrema difficoltà e di come stia disperatamente cercando di mettere un freno alla verticale perdita di legittimità di cui è vittima da tempo, ma che la rivolta ha ancora maggiormente accentuato.

Nel pomeriggio si sono tenuti i funerali di Alexis Grigoropoulos al cimitero di Paleo Faliro, quartiere periferico di Atene. Migliaia di persone, almeno 3000, in gran parte giovani, ne hanno preso parte. Momenti di tensione vi sono state nel momento in cui all’esterno del cimitero si è presentata una troupe televisiva, nonostante la famiglia avesse espressamente richiesto il contrario, un gruppo di giovani l’ha allontanata. Nelle vie laterali vi sono poi stati scontri nel momento in cui la polizia si è resa visibile: gruppi di studenti hanno lanciato sassi e incendiato un cassonetto, la polizia ha risposto lanciando lacrimogeni. Scontri si sono verificati anche a Rodi, Salonicco e Ioannina.

Per domani è previsto lo sciopero generale, che assume sicuramente una valenza ancora maggiore dopo gli scontri e i riot degli ultimi quattro giorni, a cui parteciperanno gli studenti e le studentesse che hanno animato e attraversato una rivolta certamente non assopita e domata.

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Friday, December 5, 2008

6 DICEMBRE A TORINO CORTEO NAZIONALE PER RICORDARE I COMPAGNI UCCISI ALLA THYSSENKRUPP !

Questo sabato sarà una giornata speciale per la città di Torino e per la Val Susa: due cortei solo apparentemente sganciati l’uno dall’altro attraverseranno prima la città di Torino al mattino) quindi quella di Susa (il pomeriggio). Due appuntamenti intrecciati dal bisogno di resistere ad un modello dis viluppo che produce solo morte, povertà, devastazione ambientale e sociale.

Le due manifestazioni si sosterranno a vicenda: la mattina una delegazione del movimento no tav sarà vicina ai lavoratori e ai familiari delle vittime della Thyssenkrupp. Il pomeriggio, una delegazione di questi sarà presente in Val Susa

h 9.30 corso di fronte alla Thyssenkrupp: noi non dimentichiamo

Un anno fa, il 6 dicembre, la strage della Tyssen Krupp. Uno dopo l’altro morivano sette operai che lavoravano nello stabilimento torinese di Corso Regina. Ad Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rocco Marzo, Antonio Santino, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, in questo lungo anno si sono aggiunti altri nomi: lavoratori “dimenticati” uccisi sul posto di lavoro. Uccisi dalle condizioni sempre più precarie dell’ambiente lavorativo, sia a livello di contratti, che per quello che riguarda la sicurezza interna. Mentre il processo della Corte d’Assise, nella prima udienza il 15 gennaio, ha portato l’amministratore della Tyssen Harald Espenhanh sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio volontario, le famiglie delle vittime e tutto il mondo operaio (e non solo) si prepara a scendere in piazza. Per ricordare le vittime, per chiedere giustizia, per la sicurezza su posto di lavoro, ma soprattutto per ribadire che non è possibile morire di lavoro. “Meno profitti e più sicurezza, meno precarietà e più salario”: sono le parole d’ordine che appaiono sul manifesto del corteo, organizzato dall´Associazione Legami d´acciaio e dalla Rete nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, che partirà dallo stabilimento Tyssen Krupp alle 9 e trenta, con meta Palazzo di Giustizia.

h 14.30 - Stazione Fs Susa: ancora e sempre No Tav

Il 6 dicembre il movimento no tav tornerà a parlare il linguaggio della mobilitazione senza per’altro mai averlo abbandonato. Una manifestazione a ridosso dei giorni che ricordano l’aggresione del governo Berlusconi alla Valle di Susa, e che ricordano la gloriosa resitenza di una comunità in movimento che ha saputo Liberare Venaus, e vincere una parte della battaglia. Tornare in piazza oggi significa farlo per dimostrare come il movimento continua ad essere determinato nel proseguire nella resistenza popolare che sebbene smarcata dalle amministrazioni, non concede nessuno spazio di resa. No Tav oggi significa molto di più di ieri, significa salvaguardare quel percorso di autoganizzazione sociale e di lotta popolare che ha fatto tremare i potenti, che ancora oggi, sebben le tante parole, non riescono ad averla vinta. Nemmeno convincendo gli amministratori locali a sedersi intorno ad un tavolo per ragionare su quale miglior traciato sia fattibile; nemmeno spacciando falsità sul miglioramento del trafifco ferroviario pendolare. Non è testardaggine, e non è nemmono ragionevolezza, è sana analisi e motivazione che porta migliaia di uomini e donne a difendere la propria terra e il proprio futuro. La voglia è tanta nei tentativi di spegnere un movimento del genere, ma da nessuna parte ci si riesce, anzi, la manifestazione viene dopo un mese di incontri, il Grande Cortile, che hanno gettato le basi per un futuro diverso e in contrasto con questo sitema-crisi, di cui il Tav è espressione. Il fare comune, la solidarietà, il mutuo soccorso, la resistenza, la convinzione, l’audacia, l’umiltà,la convinzione sono le caratteristiche di un popolo che non si tira più indietro, che non rientra più nei ranghi del quieto vivere e dello sperare nei tempi migliori. Agisce, facendosi forza collettiva, anche ora, dove la crisi in atto dimostra quale sia la vera necessità degli “imprenditori del disastro”, quelli che la crisi l’hanno generata e che oggi vogliono farla pagare a tutti, quelli che vivono dei soldi pubblici per riciclarsi ed ingrassarsi. No tav oggi significa salvaguardare il futuro di tutti e tutte, significa non farsi travolgere dalla crisi, anzi affrontarla per un diverso destino, con la consapevolezza che questa lotta, può essere vinta nonostante le forze in campo, e che la strada imboccata è quella giusta.

SUSA 6 DICEMBRE 2008 - H14.30 PIAZZA DELLA STAZIONE

 la crisi e le grandi opere - di lele rizzo  manifesto della manifestazione - qui
 appello per la manifestazione [1] - [2 ]  manifesto della 3gg a Venaus-qui
 appello al movimento degli studenti

TUTTE LE DIRETTE ANDRANNO IN ONDA SU RADIO BLACKOUT 105.250 IN Fm PER CHI NON E’ DI TORINO PUO’ COLLEGARSI AL SITO www.radioblackout.org/streaming

 
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